BOLZANO. Dal prossimo 5 settembre le elementari Chini dei Piani cominceranno le lezioni non più alle 8 e 30 del mattino bensì alle 7.50-7.55 e le finiranno alle 16 anziché alle 16.30, tranne al venerdì, quando si finirà addirittura alle 14. Sono i primi effetti pratici della riforma del calendario scolastico pretesa dall’assessore alla scuola tedesca Sabina Kasslatter Mur. Effetti appesantiti però dalla carenza di risorse umane, che impone alle scuole di razionalizzare, al massimo, i propri docenti. A farne le spese sono i genitori che lavorano: bimbi da andare a prendere a scuola mezz’ora prima, addirittura due ore e mezzo prima al venerdì. L’istituto farà il possibile per trovare delle soluzioni per risolvere, ma i disagi certo non mancheranno.

Genitori preoccupati. Sono le mamme e i papà dei bimbi della prima classe, a lanciare l’allarme. Nell’ultima riunione di classe sono stati avvertiti dalle maestre: «Il prossimo anno - raccontano - oltre a iniziare le lezioni il 5 settembre, ossia una settimana prima del solito, verrà a decadere uno dei motivi per cui molti genitori hanno scelto proprio questo istituto, ossia l’entrata posticipata, al mattino, alle 8.30 anziché alle 8. Questa novità ora creerà notevoli problemi a chi lavora. Intanto, oltre a doversi spostare in città negli orari di punta al mattino, ulteriormente intasando il traffico cittadino, li costringerà a uscire dal lavoro mezz’ora prima; e poi c’è di mezzo pure il venerdì: la riforma impone che le lezioni terminino non oltre le ore 14». Le Chini, spiegano i genitori, vengono preferite anche da molte famiglie non residenti ai Piani, intanto per l’importante progetto di potenziamento linguistico, che dal prossimo anno passerà da una a tutte le classi della scuola, poi perché l’istituto è vicino al Centro, dove lavorano diversi genitori, e non da ultimo per via dell’entrata posticipata alle 8.30. I genitori ora, specie quelli di prima classe che dovranno vivere questo disagio per quattro anni, sono piuttosto perplessi.

Ma era necessario? «Eravamo già sui 5 giorni, non capiamo per quale motivo si sia voluto anticipare l’entrata e soprattutto perché ci sia questa complicazione dell’uscita alle 14 il venerdì». I genitori sottolineano che non tutti hanno la fortuna di lavorare in Provincia. «Ci è stato spiegato che verranno organizzati dei doposcuola, anche se ancora non si è ben capito chi pagherà. Probabilmente i genitori».

La preside. Per quanto riguarda la fine delle lezioni al venerdì, c’è poco da fare. Lo impone la riforma Kasslatter Mur. Sull’entrata anticipata di mezz’ora al mattino, invece, la preside delle Chini, Laura Portesi, spiega: «I dirigenti di tutte le scuole elementari di Bolzano si sono accordati per iniziare le lezioni alla medesima ora, 7.50-7.55. Le Chini erano le uniche a non essersi adeguate. Fino a quest’anno, eravamo costretti a organizzare la pre-scuola, ossia il tempo compreso fra le 7.50 e le 8.30». I genitori potevano portare i figli prima dell’orario di lezione, ma gli insegnanti che li tenevano d’occhio occupavano il tempo come baby-sitter anziché come maestri. «La scelta di anticipare l’inizio delle lezioni, oltre che per permettere ai genitori di portare i figli a minibasket o ai corsi di musica, è stata dettata dalla necessità di razionalizzare le risorse», spiega la preside. «Il personale è quello che è, e dobbiamo impiegarlo il più possibile nelle attività didattiche. Comunque, ci stiamo attivando per il tempo doposcuola, dalle 16 alle 16.30. Daremo l’incarico a un centro giovanile, il Punto 9. Contribuiranno economicamente la scuola, il Comune e i genitori».

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