ORTISEI. L’Union di Ladins de Gherdeina (Ulg) scende decisamente in campo, sulla recente decisione della giunta provinciale di accorpare la gestione delle scuole di musica delle due vallate ladine, Gardena e Badia, nell’Intendenza scolastica provinciale tedesca. Non convincono, secondo l’Ulg, le motivazioni della giunta provinciale che senza portare alcun giovamento o risparmio gestionale effettivo, visto che la permeabilità fra le varie Intendenze è comunque garantita, smembrano invece un’unità culturale importante della ladinità di Gardena e Badia, staccandola dal suo insieme originale.

«La scuola paritetica ladina nelle località ladine è sempre stata un valore importante per il quale ci siamo impegnati sin dal dopoguerra. Essa è - per il presidente dell’Union di Ladins di Ortisei, Stefan Kasslatter - un elemento portante per la tutela del gruppo linguistico ladino, la vera minoranza linguistica nella nostra regione. Già nel 1973 l’Union di Ladins de Gherdina si era opposta attivamente all’introduzione di scuole di ordinamento tedesco e italiano in Gardena e Badia a fianco della scuola paritetica ladina. In merito, anche il ricorso alla Corte Costituzionale della Svp fu giustamente bocciato. La norma statutaria - prosegue Kasslatter - prevede per queste vallate unicamente una tipologia di scuola: la Scuola paritetica ladina delle località ladine. La situazione deve persistere e la norma statutaria non può continuamente esser messa in discussione».

Quindi l’Ulg ricorda altre sue lotte per la tutela della ladinità reale delle scuole ladinee ritorna sul tema attuale evidenziando che «la Union di Ladins de Gherdina si oppone nuovamente a ché la Scuola paritetica ladina venga messa in discussione ed é contraria a ogni decisione contro lo Statuto di Autonomia e le sue norme di attuazione relative alla Scuola ladina. Sottolineiamo pertanto fortemente - conclude la dura nota di Kasslatter - che l’Istituto musicale ladino non può e non deve essere distaccato dall’Assessorato per la scuola e cultura ladina e nemmeno dalla sua Intendenza».

E qui arriva, indiretta, una bacchettata all’assessore provinciale alla scuola e cultura ladina, Florian Mussner, che evidentemente non si è adeguatamente battuto per evitare quel singolare accorpamento. «Auspichiamo - chiude infatti la nota dell’Ulg - che l’assessore alla scuola e cultura ladina riporti l’Istituto musicale all’interno del suo Assessorato e all’Intendenza scolastica ladina. Interpreteremo come errata e come una rinuncia ai nostri diritti riferiti all’istruzione, qualsiasi altra soluzione di compromesso che leggiamo inoltre come un tentativo di sminuire le competenze autonome e i diritti dei Ladini, per i quali abbiamo combattuto in tutti questi anni».

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