BOLZANO. Le future mamme potranno partorire - se il rischio è ritenuto dai medici basso - anche solo con le ostetriche. Lo stabilisce un protocollo - primo in Italia - che individua un modello unico in tutto l’Alto Adige per l’assistenza durante la gravidanza. Protocollo (messo a punto da un gruppo di lavoro coordinato da Veronika Rabensteiner) che dovrebbe partire nel 2017 e appena presentato dall’assessore alla sanità Martha Stocker, dal primario di Neonatologia del San Maurizio - Hubert Messner - e dal primario di Ginecologia e Ostetricia - Sergio Messini.

La Stocker - alle prese con la chiusura dei punti nascita di San Candido e Vipiteno (Silandro è in forse e cerca pediatri) - pretende che tutte le future mamme abbiamo lo stesso trattamento e soprattutto lo stesso percorso di assistenza fatto in estrema sicurezza per loro e per i loro bambini.

L’assessore non ne ha mai parlato - per estrema delicatezza - ma in periferia c’è più di una causa intentata da genitori per bambini nati con gravi handicap.

Ma nel concreto quali sono le novità del protocollo?

«L’applicazione di un nuovo metodo che permette di ridurre le visite inutili per concentrarci su chi ha bisogno».

Un metodo - dice la Stocker - messo a punto dal San Maurizio che sarà esteso a livello provinciale e che raccomandiamo di seguire.

«Individuiamo fra le gestanti - spiega Messini - quelle a reale rischio di patologia prima che si manifesti. Così, da una parte la maggioranza delle future mamme, che risulteranno senza rischio particolare, potranno vivere la loro gravidanza senza patemi, senza inutili paure e senza essere sottoposte ad un eccessivo numero di visite e di esami. Dall'altra le donne che hanno un rischio reale di sviluppare malattie cosiddette "gestazionali" saranno individuate fin dalle primissime settimane, prima che la malattia risulti evidente».

L’assessore precisa che ovviamente - negli ospedali con punti nascita per i parti a basso rischio - saranno disponibili sale parto gestite da ostetriche, dove peraltro tutte le altre figure professionali (ginecologo, pediatra e anestesista) dovranno essere presenti in caso di emergenza.

L’assistenza post partum sarà poi garantita in tutto l’Alto Adige e potrà avvenire anche con visite a domicilio eseguite anche dalle ostetriche.

Un moderno approccio alla gravidanza prevede poi l'esecuzione di esami approfonditi, già nei primi tre mesi per identificare le pazienti a rischio di alcune patologie, che potranno, così poi essere seguite con specifici protocolli di prevenzione.

Insomma si cambia ed il primo trimestre da sempre considerato dagli operatori come una "cenerentola" con le complicanze tipiche di questa fase (aborto spontaneo) osservate con un certo fatalismo, diventa centrale e le donne in Alto Adige saranno divise in tre fasce: (codice verde), gravidanze a basso rischio; (codice arancione), gravidanza con rischio specificato e codice rosso che indica le gravidanze patologiche.

«Le patologie ipertensive - spiegano i medici - e parliamo della pre-eclampsia, del diabete gestazionale, del travaglio pretermine, che comportano gravi rischi per la vita e la salute della mamma e del nascituro, nella maggior parte dei casi emergono nel secondo o terzo trimestre di gravidanza. Alla luce di recenti studi si ritiene però, che l'origine di queste patologie, sia in molti casi riconducibile alle prime fasi della gestazione e che con esami specifici sia possibile riconoscere elementi di rischio fin dalla undicesima settimana di gravidanza. Ed è in questa direzione che ci stiamo muovendo».

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