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BOLZANO. «La prima cosa che farò uscendo da qui sarà andare ad accendere un cero alla Madonna: se sono vivo è un miracolo». Christoph Niederkofler, 43 anni, una moglie e quattro figli tra i 15 e i 2 anni che lo stanno aspettando nella casa di Falzes, è davvero un miracolato.
Ieri mattina era ancora ricoverato in osservazione in un letto dell'Astanteria del Pronto soccorso del San Maurizio - molto probabilmente verrà dimesso oggi - dopo che martedì la sua macchina è rimasta schiacciata tra due Tir. Della Ford Mondeo non è rimasto praticamente nulla, Niederkofler invece se l'è cavata con qualche escoriazione in testa e un ematoma intorno all'occhio destro. L'incidente è avvenuto martedì alle 7.30 sulla carreggiata sud dell'A22 tra Chiusa e Bolzano nord, più o meno all'altezza dell'area di servizio di Ponte Gardena.
«Ho avuto – dice sorridendo – una fortuna incredibile. O, come dicono gli amici e i conoscenti che mi stanno tempestando di messaggi, con me ieri mattina c'era un angelo custode».
Lei si è reso conto di quello che stava succedendo?
«Sì, eravamo tutti in colonna perché sull'autostrada ci sono lavori e lungo la carreggiata sud si viaggia solo sulla corsia di marcia, in quanto quella di sorpasso è chiusa. Davanti a me c'era un Tir, dietro ne ho visto arrivare un altro».
Cosa ha pensato in quel momento?
«Ho pensato che mi avrebbe centrato sicuramente. Ma non ho fatto in tempo a realizzare che potevo morire, se è questo che vuole sapere. Poi non ricordo più niente».
Il tir andava veloce?
«No, andava piano: per conto mio non superava i trenta chilometri all'ora anche perché, lo ripeto, eravamo tutti in colonna. Probabilmente il camionista si è distratto un attimo, quando si guida per ore purtroppo può capitare, e quando si è reso conto che la fila era ferma, era ormai troppo tardi».
Ha visto le foto della macchina?
«Più le guardo e più penso che mi sembra incredibile di essere ancora vivo. Nel tamponamento tra i due tir la mia macchina è andata distrutta, si è salvata soltanto la parte dove ero seduto io. Per fortuna che ero solo, perché se ci fosse stato qualcuno con me, non avrebbe avuto nessuna possibilità di salvarsi».
Martedì mattina stava venendo a Bolzano?
«Quella strada la faccio tutti i giorni. Un'ora di macchina ad andare e un'altra a tornare: lavoro in un'azienda a Bolzano sud».
Alla ricostruzione della dinamica dell’incidente stanno ora lavorando gli agenti della polizia stradale di Bressanone - il comandante provinciale è Giancarlo Conte - che l’altra mattina hanno rilevato quello che all’inizio pareva un tamponamento dalle conseguenze tragiche. Sembra che la causa più probabile dell’incidente sia un attimo di distrazione da parte del camionista del tir germanico, che ha urtato prima solo di striscio l’auto che lo precedeva, ed ha tamponamento invece violentemente la Ford Mondeo di Nierderkofler: la macchina è finita contro un tir sloveno, carico di alimentari.


