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BOLZANO. Il personale della Seab è pronto a scioperare, se la giunta comunale darà il via libera all'assunzione di un direttore generale, il quarto dirigente, sollecitata dal Cda e appoggiata da buona parte della giunta. Maurizio Albrigo (Cisl) e Agostino Accarrino (Cgil): «Per i dirigenti l'azienda già spende 600 mila euro all'anno, questa la nostra stima. Il direttore generale costerebbe altri 200 mila euro. Non crediamo che se li possa permettere, visto che proprio l'altro giorno ci hanno detto che il nostro premio di produzione dovrà restare fermo al livello dell'anno scorso. Chi rischia di pagare questa operazione saranno i cittadini, con un aumento delle tariffe». Intanto la Seab ha già assunto un dirigente: nei giorni scorsi è stato stabilizzato il contratto di Verena Trockner, il direttore amministrativo in servizio da diversi anni con un contratto a tempo determinato. Lo conferma il presidente del Cda Rupert Rosanelli. Notizia non ancora nota ai sindacati, visto che ieri Albrigo (Cisl) sottolineava: «La Seab deve ridurre i direttori, non aumentarli. Si lasci andare ad esaurimento il contratto della dottoressa Trockner, scaduto a fine marzo». Rosanelli difende la strategia che punta a riorganizzare la Seab, «per potenziarla», istituendo la figura del direttore generale, da cui dipenderebbe un gruppo di quadri: «Stiamo già discutendo con gli attuali dirigenti una revisione delle loro mansioni». Ci sono ancora troppi «se» da sciogliere, ribadisce Guido Margheri (Sel), «prima che si possa dare il via all'operazione». E' una delle voci critiche di maggioranza, insieme a tanti silenzi. Albrigo punta il dito sulla «ennesima prova dell'asse Svp-Verdi, più chiaramente degli assessori Ladinser-Trincanato che si spalleggiano a vicenda, vedi il caso della ripartizione Cultura». Accarrino infierisce sulla mancata presa di posizione di esponenti comunali del Pd: «Ormai in stato di imbarazzo permanente». Alla Seab l'attuale struttura di direzione vede una gestione a due teste, con Verena Trockner direttore amministrativo (stipendio lordo 109 mila euro) e Roberto Trevisson direttore tecnico (stipendio lordo 133 mila euro). A questi si aggiunge il terzo dirigente, Francesco Gallina, direttore del settore rifiuti. La Seab, 234 dipendenti, ha un fatturato di 37 milioni. La spesa del personale (tra cui 3 dirigenti e 4 addetti con qualifica di quadro) ammonta a 10,749 milioni (dato a dicembre 2009). LA PROTESTA. Venerdì tesa assemblea dei lavoratori della Seab. Ieri mattina Accarrino e Albrigo di nuovo nel piazzale dell'inceneritore con alcuni rappresentanti della Rsu, Diego Verzotto, Renzo Piccolin e Giuseppe Pezzimenti. Confermato lo stato di agitazione, «lo sciopero è vicino». I sindacati chiederanno un incontro con il Cda per spiegare le ragioni della protesta contro l'assunzione di un direttore generale. «In campagna elettorale Ladinser aveva promesso che avrebbe portato la Seab a un solo dirigente, come nelle aziende analoghe di Merano e Bressanone. Ci eravamo complimentati con lui», spiegano i sindacalisti, «d'altronde la presenza del direttore generale era prevista dall'inizio in Seab. Il problema è che nel frattempo sono aumentati i dirigenti: nel 2000 alla fondazione della Seab c'era Trevisson come unico dirigente, affiancato da una direttrice d'ufficio, poi sostituita dalla dottoressa Trockner a tempo determinato. Poi è arrivato anche Gallina. Non si può tornare adesso all'idea del direttore generale, con ulteriore allargamento dei dirigenti, puntando magari sul fatto che tra 4-5 anni potrebbero andare in pensione Trevisson e Gallina». Parallelamente, accusano, «il personale operativo è diminuito: nel 2001 i settori acqua e pozzi avevano 15 lavoratori l'uno, oggi sono 6-7». Come alla Assb, viene denunciato un clima pesante in azienda. Albrigo: «Siamo venuti a conoscenza di una lettera dei lavoratori al Cda: si parla di atteggiamenti ostili da parte di Verena Trockner. Ci sono state dimissioni da approfondire, perché si potrebbero aprire cause di lavoro». Tornando alle spese, i sindacati ricordano il progetto impegnativo di nuova sede in via Galilei e migliaia di euro previste per il corporate design. LA STRATEGIA. Rosanelli ha preso il posto di un presidente come Herbert Mayr, che aveva ritagliato su di sé un ruolo fortemente operativo (riceveva una indennità supplementare di 25 mila euro). Rosanelli spiega che punta a «ripristinare un assetto in cui il presidente fa il presidente, non il direttore generale». Questa la filosofia della riorganizzazione: «Ci siamo accorti che al personale stesso serve una figura di riferimento, lo schema attuale con più direttori crea incertezza». Se arrivasse questa figura apicale, che mansioni avrebbero gli attuali dirigenti? «I loro contratti andrebbero rivisti, dovrebbero diventare responsabili di servizio. Se ne sta già parlando». Scenderebbero gli stipendi? «Di solito le cose sono collegate». Perché questa operazione? «Vogliamo attrezzare la Seab per crescere. C'è in vista la società con Sel per il teleriscaldamento, la prospettiva di allargare, dopo Laives, le collaborazioni con altri Comuni».
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