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BOLZANO. Causa spending review nazionale e vari tagli locali imposti dalla giunta Kompatscher, nel 2014 al Comune di Bolzano mancheranno 15,5 milioni di euro rispetto all’anno scorso. La maggioranza che regge il municipio in questi giorni si sta dannando l’anima per tentar di coprire le mancate entrate. E per i bolzanini la prospettiva futura sarà tutt’altro che rosea. Una delle leve sulle quali si agirà è l’Imi, portando l’aliquota dallo 0,76% almeno fino allo 0,98%, se non addirittura all’1%. Tradotto in cifre, una seconda casa o un ufficio di 100 metri quadri andrà a pagare da 250 a 273 euro in più l’anno. Ma si sta pensando anche di rincarare l’addizionale comunale Irpef, per non parlare dei pesanti tagli alle spese correnti del municipio, i quali di fatto impediranno agli uffici ogni qualsiasi discrezionalità di spesa, per passare poi all’aumento di produttività dei suoi dipendenti e alla ventilata vendita di decine di alloggi comunali oggi occupati da inquilini sociali.
Le coperture. Si cercherà di coprire le minori entrate del municipio in questo modo: 3,5 milioni saranno garantiti da un aumento - solo una tantum - dei dividendi delle partecipate (3 milioni arriveranno da Aew e altri 0,5 dall’A22); 1 milione verrà recuperato dall’avanzo di gestione dell’Assb per il 2013; altri 5 milioni deriveranno da tagli alle spese correnti comunali; infine, altri 6 milioni di euro verranno pescati dal maggior gettito Imi su seconde case, uffici e aree fabbricabili, le uniche sulle quali il municipio possa intervenire, rimodulando la nuova imposta provinciale.
Due le ipotesi. In base alla legge provinciale l’Imi su seconde case e uffici può essere ridotta o aumentata dello 0,5%, partendo dallo 0,26% per arrivare a un massimo dell’1,26%. Scegliendo l’aliquota massima, il municipio introiterebbe 14 milioni di euro, coprendo quasi l’intero suo buco di bilancio, ma generando ovviamente pesanti malumori. L’aumento condiviso in linea di massima nelle ultime riunioni di maggioranza si dovrebbe attestare fra lo 0,22% e lo 0,24%, ossia circa la metà dell’aumento possibile. La proposta dello 0,98% è dei tecnici e del sindaco, ma il consigliere Psi Claudio Della Ratta ha proposto l’1%. In tal modo si incasserebbero 7 milioni di euro anziché 6, utili nel 2014 e ancor più nel 2015, quando i tagli provinciali saranno ancora più pesanti e non si potranno chiedere ulteriori dividendi ad Aew. Mentre l’esenzione Imi sulle prime case in Alto Adige genererà minori introiti per 55 milioni di euro - 45 a carico della Provincia e 10 sulle spalle dei Comuni - l’aumento dell’Imi su seconde case e uffici a Bolzano città permetterà sì di incassare di più, ma costituirà una stangata non indifferente per i contribuenti. Con un’aliquota dello 0,98%, anziché quella standard dello 0,76%, una seconda casa o un ufficio di 100 metri quadri andrà a pagare circa 250 euro in più all’anno. Con l’ipotesi Della Ratta si andrà a 273 euro in più.
L’ipotesi Irpef. Nulla è stato deciso, anche perché l’argomento è delicato assai, però in maggioranza l’ipotesi di intervenire anche sull’Irpef è stata ventilata. In Alto Adige l’addizionale comunale è stata introdotta solo in una dozzina di Comuni e un ulteriore rincaro di certo apparirebbe a molti bolzanini come - decisamente - fuori luogo. In caso di aumento al massimo consentito, dall’attuale 0,2% allo 0,8%, il municipio introiterebbe altri 10 milioni di euro. Sarebbe forse possibile assoggettare l’aumento dell’addizionale agli scaglioni di reddito; più difficoltoso prevedere un raccordo con la dichiarazione Isee (reddito e patrimonio).
Realtà o fantascienza? A breve si potranno conoscere i risultati dello studio Eurac sulla ripartizione dei finanziamenti agli enti locali. Certamente saranno migliorativi per il Comune di Bolzano, però con ogni probabilità non riusciranno a soddisfare le reali necessità del capoluogo. In questo caso, si apriranno due scenari. Primo: come previsto dall’accordo provinciale di coalizione Pd/Svp, in caso di eccessiva penalizzazione del capoluogo la Provincia si è impegnata a cercare di rimediare ai pesanti tagli subiti. Seconda ipotesi: si andrà verso una suddivisione della torta dei finanziamenti in due parti. Una relativa al solo Comune di Bolzano, che andrà a trattativa per così dire privata e diretta con la Provincia, e un’altra relativa agli altri 115 Comuni altoatesini che, tramite il Consorzio dei Comuni, tratteranno il finanziamento con la Provincia. Entrambe le strade sono però incerte e difficoltose.
Il dopo Durnwalder. Di certo, dalle ultime riunioni di maggioranza è emerso che si dovrà spingere ancora una volta sulle opere (infra)strutturali tanto attese dal capoluogo, eccessivamente penalizzato, come da tutte le forze politiche riconosciuto, dall’era Durnwalder.
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