BOLZANO. Giornata convulsa sulla Rai locale. Nella discussione sul decreto Irpef, che comporterà 150 milioni di tagli per la Rai, si è giocata ieri nelle commissioni congiunte Finanze e Bilancio del Senato anche una partita tutta altoatesina. Alla fine sono stati approvati i 150 milioni di minori trasferimenti alla Rai, sono state salvaguardate le sedi regionali ed è stata cancellata all’ultimo momento la norma, inserita in un emendamento del senatore Karl Zeller (Svp), che prevedeva che la nomina del direttore della sede Rai di Bolzano avvenisse d’intesa con la Provincia (un vecchio pallino di Durnwalder) e con il requisito del bilinguismo. Il direttore sarebbe stato responsabile anche delle assunzioni. «Come se la sede Rai fosse una concessionaria provinciale», riassumono a fine giornata al Cdr della redazione italiana (la rappresentanza sindacale). Zeller replica: «Una scelta veramente avanzata, rifiutare il bilinguismo. Complimenti...». Nervosismi di fine giornata, dopo un braccio di ferro che avrebbe visto un ruolo decisivo anche del sottosegretario Gianclaudio Bressa nella stesura finale del testo senza la nomina provinciale del direttore di sede. Ma Bressa glissa e commenta: «Sono intervenuto per tutelare la specificità delle redazioni con minoranze linguistiche. Punto». Il testo definitivo dell’emendamento, steso dai due relatori del disegno di legge sul decreto Irpef, che ha recepito parte dell’emendamento Zeller, prevede «l’informazione pubblica a livello nazionale e quella regionale attraverso la presenza in ciascuna regione e provincia autonoma di proprie redazioni e strutture adeguate alle specifiche produzioni nel rispetto di quanto previsto alla lettera f». La lettera «f» comprende la salvaguardia delle trasmissioni delle minoranze linguistiche, dal francese di Aosta , al tedesco di Bolzano allo sloveno di Trieste. Su questo punto le letture divergono. Il Cdr della redazione italiana lo ritiene un netto miglioramento rispetto all’allarme dei giorni scorsi sulla sopravvivenza sia della redazione di Trento sia di quella italiana di Bolzano. «Si parla di tutela delle sedi delle Province autonome», sottolineano i rappresentanti dei giornalisti. Zeller ribatte: «Se sono contenti di pensarlo, bene. Io credo piuttosto che saranno esposti ai tagli dei 150 milioni, perché hanno rifiutato di essere inseriti nella convenzione attraverso cui la Provincia finanza con 20 milioni la programmazione di lingua tedesca e ladina». Importante, secondo Zeller, anche il passaggio del decreto di legge in cui è previsto che «le spese per la sede di Bolzano sono assunte dalla Provincia, tenendo conto dei proventi del canone». Previsto anche, per trasparenza, che venga scritta in un apposito centro di costo del bilancio della Rai l’utilizzo dei 20 milioni provinciali destinati alla trasmissioni per le minoranze linguistiche. «Mentre tutte le sedi regionali della Rai saranno interessate dai tagli previsti a livello nazionale, la nostra proposta assicura non solo l'autonomia finanziaria della sede Rai locale delle minoranze linguistiche, ma anche lo status quale sede di produzione di trasmissioni per le minoranze», conclude Zeller. Sulla nomina dei direttore di sede con l’ok della Provincia per ora il capitolo è chiuso.

I tagli. Bolzano verrà coinvolta nella razionalizzazione da 150 milioni? Il direttore di sede Vittorio Longati si dichiara ottimista: «Intanto il decreto salvaguarda le sedi regionali e l’informazione e questa è la buona notizia. Sui tagli, credo che Bolzano sia una sede particolarmente efficiente. Difficile parlare di sprechi. Abbiamo 195 persone, tra giornalisti, amministrativi e tecnici. Queste persone producono nelle tre lingue 1102 ore di televisione all’anno (tre ore al giorno) e 6028 ore di radio all’anno (17 ore al giorno): nessuna sede regionale ha questi numeri. I giornalisti sono 60». E la casta Rai? Longati replica: «Come direttore non ho auto blu, alloggio di servizio e nemmeno una segretaria personale». (fr.g.)

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