BOLZANO. Sono in corso le analisi del cellulare (messaggi e cronologia delle ricerche) del 37enne accusato di avere drogato, sequestrato e violentato una ragazza di 16 anni una decina di giorni fa. Nell’appartamento a Bolzano dove l’uomo viveva in affitto sono state sequestrate numerose confezioni di farmaci, che saranno confrontate con i risultati dei test tossicologici sulla giovane, per acquisire ulteriori elementi: si cerca di capire se l’acqua che le aveva offerto da bere lungo il tragitto da Bolzano a Trento (dove erano diretti per andare a una festa techno) conteneva tranquillanti o narcotizzanti che l’hanno stordita.

Potrebbe volerci qualche settimane, prima di ulteriori sviluppi, in particolare per gli esami che diranno se e cosa abbia assunto la ragazza. Quest’ultima sarebbe stata portata nell’appartamento dell’uomo e sequestrata per 24 ore, con violenze e abusi.

Al momento l’indagato dello stupro - un operatore socio sanitario del sud Italia trasferitosi da poco in Alto Adige - si trova nella casa circondariale di Trento. Mercoledì, dopo l’interrogatorio di garanzia, è stata confermata la custodia cautelare in carcere: l’uomo si è presentato in tribunale davanti al giudice per le indagini preliminari Ivan Perathoner, facendo parziali ammissioni sulla vicenda. In particolare sull’incontro e sul fatto che i due si erano recati a Trento per poi tornare indietro. Allo stesso tempo, assistito dall’avvocato Attilio Triggiani, avrebbe ribadito al giudice la propria tesi difensiva, secondo cui la ragazza, al momento del rapporto sessuale, era consenziente.