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BRESSANONE. In aprile gli studenti della scuola media italiana Manzoni si trasferiranno nei container per permettere la ristrutturazione della scuola, che sarà pronta per l’anno scolastico 2014-2015. Ma, a fronte degli intoppi che già ci sono stati - i lavori avrebbero già dovuto cominciare a inizio anno - le previsioni non sono proprio così rosee, tanto che il dirigente scolastico, Giuseppe Perna, si è sentito in dovere di scrivere all’assessore provinciale Tommasini, visto che da parte della giunta comunale non ottiene soddisfazione.
L’oggetto del contendere è la somma a disposizione per il rinnovo degli arredi, somma che è per intero a carico delle casse municipali e fissata a 500 mila euro. Dopo aver fatto la lista della spesa, il dirigente ha presentato un conto di 570 mial euro. La giunta lo ha rimandato al mittente, classificandolo come non ricevibile. Serve, ha risposto il sindaco, un bel taglio del 15%.
Nella sua accorata mail, il dirigente assicura di non aver certo sperperato o richiesto cose assurde. Semplicemente, dice, già il progetto anzichè una scuola del tutto nuova prevede di mettere mano a quella che era una caserma asburgica - con tutti i limiti che ciò comporta - e quindi curare in modo particolare gli arredi sarebbe il minimo. Oggi le esigenze della didattica sono molto cambiate e poi stiamo parlando di una ristrutturazione: che senso avrebbe riassemblare vecchi mobili, spesso spaiati a cui far subire montaggi e smontaggi con i guai conseguenti?
Il Comune, oltre ad aver invitato il preside a “riciclare” tutto il possibile per aule e lavagne, suggerisce anche di recuperare i mobili degli uffici. Il professor Perna fa notare che non è solo una questione di decoro, ma anche di funzionalità. «Abbiamo delle scaffalature che dobbiamo puntellare per reggere il peso dei faldoni. Pensare, però, che nell’edificio ristrutturato si dovranno riutilizzare banchi, sedie e cattedere vecchie e usurate frutto di acquisti successivi e quindi diverse fra loro (passi il riutilizzo delle vecchie lavagne, ancora in passabile stato), non mi fa dormire sonni tranquilli. Sono consapevole che anche nella nostra provincia sono finiti i tempi dello “spendi e spandi”, ma come cittadino brissinese e fedele contribuente altoatesino non sono d’accordo con le scelete di questa giunta comunale. Oltretutto , di ristrutturazione dell anostra scuola se ne parla da una ventina d’anni, ma mi pare che questa amministrazione si sia fatta cogliere impreparata». La battaglia del dirigente Perna è dunque per la dotazione di materiale e arredi adeguati alla sua scuola per essere all’altezza del compito educativo e formativo assegnatole. Per questo chiede l’intercessione provinciale.


