BOLZANO. Pd e Pdl approvano il lavoro dei saggi sulla segnaletica di montagna. «La linea del bilinguismo e del diffuso utilizzo dei nomi è quella giusta», così Tommasini e Holzmann. Stesso discorso per i Verdi che lo giudicano equilibrato. Durnwalder punta ancora a limare l'accordo con Fitto. Nel Pdl, però, l'onorevole Biancofiore preferisce puntare ad un accordo complessivo con la Svp, non solo sulla segnaletica di montagna. «La trattativa col ministro Fitto andrà avanti fino a quando non saranno chiuse tutte le questioni che interessano la comunità italiana», sottolinea la deputata.

La relazione finale della commissione paritetica istituita a seguito dell'intesa tra Stato e Provincia è stata approvata all'unanimità: 1.526 indicazioni che solo nel 10 per cento dei casi resteranno monolingui in tedesco, come lo sono adesso, su un totale di 36 mila cartelli installati dall'Alpenverein. Il resto è previsto in entrambe le lingue oppure in tedesco con la traduzione dei termini aggiuntivi come malga, lago o cima. Un lavoro, quello dei saggi, salutato positivamente da Christian Tommasini e che diventerà oggetto della seduta di clausura della giunta provinciale la settimana prossima. «I tecnici hanno lavorato bene e con serenità, rispettando il mandato affidato loro dalle parti. A questo punto mi sembra che ci sia poco spazio per cambiare quanto deciso dagli esperti, anche se il confronto in giunta ci sarà senz'altro», così l'assessore Tommasini, per il quale «il Pd si posizionerà sulla linea uscita dalla commissione».

E i criteri utilizzati dalla paritetica potranno servire da base anche per la legge provinciale sulla toponomastica? «La legge in questione è qualcosa di diverso rispetto alla sola segnaletica di montagna, ma è evidente che una volta portata a termine l'intesa con il ministero alcuni dei criteri applicati ai segnali di montagna potranno fungere da base anche per la toponomastica provinciale, soprattutto se non derogano al principio del bilinguismo contenuto nello Statuto», risponde il vicepresidente della Provincia. «Gli esperti della commissione hanno svolto un lavoro oggettivo, rispettando il criterio dell'uso dei toponimi», dice il consigliere provinciale del Pdl, Mauro Minniti. «Mi pare una buona relazione», gli fa eco il deputato pidiellino, Giorgio Holzmann. «L'idea dei pittogrammi può andar bene, ma non certo per sostituire le indicazioni di carattere generale, ma solo come aggiunta», ancora Holzmann. E se per Hans Heiss «si è dimostrato che con il buonsenso si riesce ad arrivare ad un accordo condiviso, sarebbe utile che anche eventuali variazioni al testo uscito dalla commissione fossero demandate agli esperti e non alle trattative della politica».

Una posizione confermata dall'altro consigliere provinciale dei Verdi. «La relazione dei saggi è equilibrata, con qualche rospo da ingoiare per entrambe le parti: si tratta di un'occasione da non perdere», evidenzia Riccardo Dello Sbarba. Ma in casa della Stella alpina, il tema è all'esclusiva attenzione del presidente Durnwalder che ribadisce di non essere d'accordo con i nomi in italiano dei rifugi e con la traduzione di alcuni toponimi come quelli legati alle malghe (vedi Steinalm). «In giunta provinciale il Pd dovrà solamente fare con coerenza il proprio dovere, attento a non cadere nelle trappole dilatorie della Svp, perché appare del tutto evidente che se non si riesce ad arrivare a mettere il suggello all'intesa è perché Durnwalder tenta di forzare la mano», conclude Paolo Degasper dell'Udc.

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