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BOLZANO. Per la difesa la strada appare sempre più in salita. Da ieri l’ex assessore provinciale Michl Laimer e l’ex direttore generale di «Sel spa» Maximilian Rainer rischiano il carcere. Nel giorno in cui un po’ tutti si aspettavano che fosse ufficializzata una proposta di «comodo» patteggiamento per evitare il processo, gli avvocati dei due imputati eccellenti hanno dovuto subito fare i conti con nuove impreviste accuse mosse dalla Procura della Repubblica. In effetti, sulla base di quanto emerso nel supplemento di indagine affidato ai carabinieri dei Ros a livello informatico, la pubblica accusa ha in primo luogo esteso alcune delle accuse originarie (in relazione al presunto abuso d’ufficio) a tutte le concessioni rilasciate dalla Provincia il 30 dicembre 2009, poi ha contestato ad entrambi gli imputati (che ieri hanno preferito non essere presenti in aula) anche i reati di truffa aggravata (ai danni dei soggetti concorrenti nelle gare) e turbativa d’asta. In pochi minuti il quadro accusatorio si è notevolmente appesantito. Soprattutto per l’ex assessore Michl Laimer che, a differenza di Maximilian Rainer, deve anche rispondere di tentata concussione. A questo punto sembra decisamente arduo ipotizzare un patteggiamento che preveda una condanna contenuta nei due anni, limite entro il quale può essere concessa la sospensione condizionale della pena. Sia nel caso di un patteggiamento allargato sia nel caso di un processo con rito ordinario l’ex assessore Laimer, e a ruota Maximilian Rainer, rischiano di dover concretamente scontare l’eventuale condanna. Per entrambi, si può ben capire, un vero e proprio incubo. Gli avvocati difensori temevano questo nuovo passo della Procura. «Era nell’aria» ha commentato a denti stretti l’avvocato Gerhard Brandstätter che non ha mancato di sottolineare la sua preoccupazione.
La situazione, insomma, si è fatta realmente molto pesante. Nessuna traccia, dunque, del ventilato accordo per un patteggiamento soft. Il nuovo abuso d’ufficio contestato a Laimer e Rainer (in concorso) fa in primo luogo riferimento alla gara per la centrale di Sant’Antonio e alla possibilità data alla «Sel spa» (nella persona di Rainer) di prendere visione abusivamente dei progetti e dei piani ambientali dei concorrenti (dopo il 31.12.2005, scadenza dei termini per la presentazione degli elaborati) procedendo poi alla sostanziale modifica del piano ambientale della «Sel spa» ed alla sua sostituzione (sempre abusiva) «in una data collocabile tra la prima metà del mese di aprile e la fine del mese di maggio 2006». A Laimer viene contestato di aver agito in violazione di specifiche norme di legge e di regolamento riguardanti la procedura concorrenziale e l’obbligo di imparzialità dell’azione amministrativa. Il tutto al fine di garantire un ingiusto vantaggio a «Sel spa» in danno (nell’ordine di decine di milioni di euro) della «Eisackwerk srl» che in realtà aveva presentato il progetto migliore.
Il nuovo abuso d’ufficio è stato contestato ai due imputati anche per altre 11 concessioni che videro prevalere le proposte della «Sel spa». Si tratta delle concessioni idroelettriche per la gestione delle centrali di Bressanone, Cardano, Lana, Lappago, Molini di Tures, Ponte Gardena, Pracomune e Santa Vaburga, San Pancrazio, Sarentino e Tel. In questo caso tra le presunte parti lese ci sono tutte le altre concorrenti ammesse alle gare e cioè Enel , Edison , Azienda Energetica e Asm Bressanone con un danno complessivo arrecato nell’ordine - rileva la Procura - di centinaia di milioni di euro. Se le accuse troveranno conferma in sentenza si preannunciano cause civili risarcitorie da brividi. In aula ieri l’imprenditore Hellmuth Frasnelli ed i suoi due soci (tra cui l’amministratore) della «Eisackwerk srl» non hanno perso una battuta dell’udienza. Nemmeno quando gli avvocati difensori Branstätter, Bertacchi e Ajello hanno fatto muro contro le nuove contestazioni della Procura chiedendo in primo luogo un rinvio breve per valutare attentamente le nuove imputazioni riservandosi anche di contestare l’iter procedurale della Procura. Le nuove contestazioni potrebbero anche rendere necessario un azzeramento dell’iter processuale con ritorno degli atti alla Procura per un nuovo avviso di conclusione di indagine, nuova udienza preliminare davanti al Gup e nuova richiesta di rinvio a giudizio. Un iter che si renderebbe obbligatorio (codice alla mano) per garantire il diritto di difesa agli imputati che avrebbero comunque diritto ad essere interrogati (per la nuova contestazione di abuso d’ufficio) prima di essere rinviati a giudizio. Si tratta di un tecnicismo procedurale sul quale il tribunale si pronuncerà in occasione della prossima udienza fissata l’8 novembre. Con l’intenzione di evitare in futuro possibile contestazioni in Cassazione.
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