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BOLZANO. Scandalo Sel: la Procura della Corte dei conti chiede all’ex assessore provinciale Michl Laimer quasi un milione di euro (658 mila euro per il danno causato dal disservizio e 300 mila euro per il danno all’immagine della Provincia).
Subito dopo il patteggiamento dell’ex assessore a due anni e otto mesi di reclusione nell’ambito del processo sulle concessioni idroelettriche, il procuratore regionale Robert Schülmers aveva depositato l’atto di citazione. Schülmers aveva chiesto e ottenuto il sequestro preventivo della villa di Laimer a Tirolo, del valore di circa 380.000 euro, così come di altri beni di sua proprietà. Ma i giudici della Corte dei Conti avevano revocato il sequestro, perché i beni in questione non risultano intestati all’ex assessore. Sono amministrati da un fondo familiare creato nel 2008. In parole povere: tutte le proprietà non sono aggredibili da eventuali creditori. Il procuratore Schülmers non si è arreso e ha presentato a sua volta un’istanza di revocatoria.
Ieri, dunque, il procuratore Alessia Di Gregorio ha presentato in aula le motivazioni della Procura: «Quando l’ex assessore attivò questo conferimento dei propri beni — e non, si badi bene, quelli della moglie — erano già in corso due indagini contabili che lo riguardavano, vale a dire quelle riguardanti l’energia gratis alla Provincia da un lato e la Sta, cui la Provincia versò la propria quota per il finanziamento dell’aeroporto. Laimer, che sapeva di queste due indagini in corso, era dunque ben consapevole che le proprie condotte avrebbero potuto essere penalmente rilevanti e proprio per questa ragione ha deciso di mettere i propri beni al riparo di eventuali azioni esecutive» ha spiegato Di Gregorio. Ma secondo l’avvocato difensore di Laimer, il legale Karl Pfeifer, sarebbe pervenuta la prescrizione della possibilità di revocatoria. «Passati cinque anni non può essere più contestato il fondo», ha precisato. Su questo punto la Procura ha a sua volta ribadito che «nel caso di Laimer vi fu a nostro avviso un occultamento doloso del danno». Il magistrato ha aggiunto: «Se l’atto è penalmente rilevante interviene dunque la sospensione della prescrizione». La Procura ha chiesto, appunto, quasi un milione di euro. La decisione dei giudici arriverà nelle prossime settimane. Laimer, intanto, potrà presentare le proprie motivazioni. La prossima udienza si terrà in autunno.
I giudici della Corte dei conti avevano accolto le richieste della difesa visto che l’immobile di Tirolo dal 20 maggio 2008 non appartiene più formalmente all’ex assessore ma è stato affidato ad un fondo patrimoniale familiare (a favore ovviamente di moglie e figli) con un atto di conferimento tuttora giuridicamente valido). La discussione di ieri in aula dovrebbe portare ad invalidare proprio l’atto di affidamento dell’immobile al fondo patrimoniale in questione. L’azione revocatoria, già annotata dalla Procura contabile, è dunque già un atto di forte tutela del credito vantato dalla Provincia per i danni provocati dallo scandalo Sel.


