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BOLZANO. Sul tavolo dei giudici piovono le prime richieste risarcitorie per lo scandalo Sel. E sono richieste da brivido. L’azienda energetica (di Bolzano e Merano) e l’Azienda servizi municipalizzati (di Bressanone) ieri mattina si sono costituiti parte civile e hanno presentato il conto: Ae (che si è affidata all’avvocato Paolo Corti) valuta di aver subìto un danno pari a 500 milioni di euro. L’Asm di Bressanone (patrocinata in giudizio dall’avvocato Hubert Oberarzbacher) avendo partecipato solo a 5 gare risultate poi pilotate a favore della Sel, chiede un risarcimento di 75 milioni e 350 mila euro. Un mare di soldi. Ma il conto è destinato a salire in maniera vertiginosa. Tra le parti offese, che vantano ancora il diritto di costituirsi parte civile ci sono anche Edison ed Enel. Oltre alla Provincia autonoma che anche ieri, comunque, ha preferito non esserci. A dire il vero ieri l’intera udienza è stata seguita passo passo dall’avvocatessa Renate von Guggenber, capo dell’Avvocatura provinciale, in costante collegamento telefonico con il segretario generale Hermann Berger. La politica attendista annunciata mercoledì non ha subìto scossoni ma la Provincia avrà tempo sino alla prossima udienza (il 14 gennaio 2013) per decidere se entrare o meno nel processo come parte civile. Per il momento non lo ha fatto. Non hanno aspettato a muoversi, invece, l’imprenditore Hellmuth Frasnelli e le aziende del suo gruppo, «Eisackwerk srl» in testa con il patrocinio dell’ l’avvocato Beniamino Migliucci che non ha ancora quantificato il danno subìto. «La Eisackwerk - spiega l’avvocato Migliucci - vanta un diritto immediato ad ottenere la concessione della centrale di Sant’Antonio perché quella concessione fu assegnata alla Sel grazie ad un raggiro ed una truffa. Quindi sostanzialmente sin quando la concessione rimarrà a Sel, la Eisackwerk continuerà a subire danni». Proprio a fronte di questa situazione, il gruppo Frasnelli si attendeva un «ripristino della legalità» che però ancora non è avvenuto. A tal proposito la Provincia è già stata raggiunta da un atto di «messa in mora» al quale l’amministrazione non ha risposto nonostante la «Eisackwerk srl» sia in una situazione profondamente diversa rispetto alle altre presunte parti offese. «In questo caso - ricorda l’avvocato Migliucci - l’ufficio elettrificazioni aveva già stabilito un assegnatario e tutti sanno che la Provincia in tutti gli altri casi, all’infuori di questo, aveva sempre seguito le indicazioni dell’ufficio elettrificazioni».
Nell’udienza di ieri, comunque, i due imputati hanno chiesto ufficialmente di essere ammessi al patteggiamento (che il codice equipara ad una sentenza di condanna). Per l’ex assessore provinciale Michl Laimer la proposta di pena concordata con la Procura della Repubblica è a 2 anni e 8 mesi di reclusione. L’ex direttore generale di Sel Maximilian Rainer è invece pronto a patteggiare due anni e mezzo. La decisione (sulla congruità o meno della pena) passa ora al tribunale che dovrà pronunciarsi in occasione della prossima udienza. Si tratta comunque di pene che non permettono l’applicazione della sospensione condizionale e che prevedono anche pene accessorie come l’interdizione temporanea ai pubblici uffici e alla possibilità di contrattare con la pubblica amministrazione. I due imputati per evitare il carcere dovranno fare istanza di affidamento in prova ai servizi sociali. La proposta di patteggiamento ha beneficiato, tra il resto, della derubricazione decisa dalla Procura in relazione all’imputazione (nei confronti del solo Laimer) di tentata concussione in danni dell’imprenditore Frasnelli. La nuova formulazione di questo capo d’imputazione, è di tentata violenza privata.
«Le pene che abbiamo concordato, tenendo conto della riduzione di un terzo per il patteggiamento, sono adeguate alla gravità dei fatti» ha commentato il procuratore Guido Rispoli. Gli avvocati difensori, invece, ritengono che vi fossero gli spazi per poter affrontare il processo contestando il teorema accusatorio nel suo complesso. Ma gli imputati avrebbero preferito evitare il peso di un processo lungo e snervante.
«Il contorno mediatico e le pressioni anche politiche che ruotano attorno a questo processo - ha puntualizzato l’avvocato Carlo Bertacchi - non hanno consentito all’ingegner Rainer di poter affrontare serenamente anni di processo con questo clima». Sulla stessa lunghezza d’onda l’avvocato Gerhard Brandstätter (difensore di Laimer) secondo il quale si è optato per un compromesso «per ovviare ad anni e anni di processi molto impegnativi anche sotto il profilo umano».
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