SELVA GARDENA. La Ladinia deve confrontarsi con... le frane. Se sul fronte della Val Badia l’attenzione è sempre alta nella zona del cedimento di terreno che, nel dicembre scorso, ha provocato la distruzione di tre case a Badia, la Val Gardena non sta meglio. A preoccupare, qui, è il movimento del terreno legato alla grossa frana che all’inizio di maggio si è staccata da sotto il Piccolo Cir, nel territorio comunale di Selva, creando fortunatamente solo tanta paura ma quanto a danni il discorso è limitato al cedimento di un pilone dell’ovovia Dantercepies, che è in attesa di ristruttuazione delle stazioni a monte e a valle e soprattutto del cambiamento delle cabine.

Proprio il cedimento del Piccolo Cir è attualmente presidiato costantemente dai tecnici dell’Ufficio geologia della Provincia, in previsione di interventi da effettuare presumibilmente non prima della fine di giugno. Certo è che il terreno in alcuni punti si muove ancora, ma, spiegano i tecnici, si tratta di movimenti che potremmo definire regolari.

«In alcuni punti del fronte franoso - spiega il dottor Claudio Carraro, viceresponsabile dell’Ufficio geologia - registriamo movimenti anche di tre centimetri al giorno ma il resto, ovvero la gran parte, del terreno è fermo. E va aggiunto che, a valle del movimento franoso, c’è ancora un ampio tratto di pista Dantercepies, prima di arrivare a intravedere potenziali pericoli per edifici».

Prorio per quanto riguarda l’impianto Dantercepies, però, il movimento franoso ha complicato le cose.

«In realtà - prosegue Carraro - gli ultimi tralicci a monte dell’impianto da sempre registrano spostamenti legati al movimento del terreno, tanto che sono montati su una sorta di sistema “a binario” che consente di scorrere, evidentemente parlando di spostamenti minimi, e a ogni fine stagione, registrato uno spostamento medio di 8 centimetri, vengono rimessi nel posizionamento iniziale».

Le verifiche, ora, saranno comunque dettagliate.

«Sarà effettuato - spiega ancora Carraro - un rilievo topografico dell’intera zona con un laserscanner, abbiamo venti punti fissi di rilievo con monitoraggio costante a valle e per le prossime settimane il controllo sarà con letture ogni 3 - 4 giorni. I dati derivanti da questi rilievi saranno poi la base per eventuali interventi di drenaggio del terreno in particolare nella parte superiore del percorso che tocca la pista Dantercepies, interventi da effettuare semmai entro l’estate».

Per ora, comunque, fissato lo spostamento del percorso del nuovo impianto di risalita Dantercepies appunto sulla base delle modifiche generate dalla frana, anche la società impiantistica procede sulla base della situazione attuale. Anche perchè con la variazione “registrata” finora, rispetto al progetto iniziale, possono ancora essere usate le nuove parti di impianto ordinate: un’eventuale necessità di cambiare le strutture, evidentemente complicherebbe le cose non solo economicamente.

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