BOLZANO. In Alto Adige circa il 3% della popolazione non è autosufficiente, il che si traduce in oltre 15 mila persone che annualmente necessitano di cure e assistenza, in strutture preposte oppure a domicilio.

A tale proposito, ieri l’assessora provinciale al sociale, Waltraud Deeg, ha ribadito che nelle prossime settimane verranno retroattivamente erogati gli assegni di cura a 1400 persone, che li avevano richiesti ma che finora non li avevano ricevuti a causa delle lungaggini burocratiche.

Numeri importanti

Alla fine del 2022, 58.913 persone in Alto Adige avevano più di 75 anni - circa 3.400 persone in più rispetto all'anno precedente. Ciò dimostra che anche la società altoatesina è soggetta a cambiamenti demografici e sta progressivamente invecchiando. Con l'avanzare dell'età aumenta anche il fabbisogno di assistenza: circa il 3% della popolazione, ovvero 15.611 altoatesini, a fine dicembre era considerato non autosufficiente. Il 75% di loro (11.592 persone) viene assistito a domicilio, un quarto nelle residenze per anziani.

Questi e altri dati sono stati presentati ieri dall'assessora Deeg, dalla direttrice dell'ufficio provinciale anziani e distretti sociali, Brigitte Waldner, e dal direttore dell'Agenzia per lo sviluppo sociale ed economico (Asse), Eugenio Bizzotto.

L’assistenza domiciliare

La direttrice Waldner ha informato che anche l'assistenza domiciliare rappresenta un aspetto importante: nel 2022, circa 5.870 persone (tra cui 5.425 anziani) hanno usufruito dell'assistenza domiciliare per un totale di 258.871 ore.

Hanno potuto usufruire di un'ampia gamma di servizi, come la cura del corpo, dei piedi o il lavaggio dei capelli. «Non esiste un servizio standard nell'assistenza domiciliare, che richiede una grande componente umana. Il personale si confronta quotidianamente con esigenze complesse e diverse», ha sottolineato la direttrice Waldner. Come in altri settori, il reclutamento del personale è una sfida importante, che viene affrontata attivamente, ad esempio implementando nuovi modelli di formazione decentralizzati, come quello per gli operatori sociosanitari in collaborazione con la Fondazione Elisabeth.

Assegni di cura e arretrati

Un altro importante sostegno all'assistenza domiciliare è rappresentato dall'assegno di cura, che viene erogato in quattro livelli, a seconda della gravità della non autosufficienza.

Nel 2022 sono stati erogati complessivamente 245,4 milioni di euro, di cui circa 123 milioni sono stati destinati a persone non autosufficienti assistite a domicilio.

Siamo sempre più anziani

È evidente, si è sottolineato ieri, che il fabbisogno di assistenza aumenta con l'età anche sulla base dei dati presentati dal direttore dell'Asse, Eugenio Bizzotto. Secondo questi dati il bisogno di assistenza aumenta soprattutto a partire dagli 80 anni d’età. «L'assegno di cura è e rimane la prestazione diretta più importante per i cittadini altoatesini», ha sottolineato Bizzotto in questo contesto.

A questo proposito l'assessora provinciale Deeg ha fatto riferimento alla reintroduzione della classificazione d'ufficio per ridurre i tempi di attesa (eccessivamente) lunghi. «Nelle prossime settimane, quindi, circa 1400 persone non autosufficienti riceveranno retroattivamente l'assegno di assistenza a cui hanno diritto», ha ribadito l’assessora.

La previdenza per i parenti

Il direttore dell'Asse Bizzotto ha anche ricordato il contributo esistente per la copertura pensionistica dei periodi di assistenza. Nel 2022, 471 persone che hanno svolto questo ruolo di assistenza a persone non autosufficienti ne hanno fatto richiesta, ricevendo così un contributo di 4000 euro all’anno, o fino a 9000 nel caso di bambini fino a 5 anni che necessitano di un'assistenza importante.

Per rendere questa possibilità accessibile al maggior numero possibile di persone, a metà maggio è prevista una serie di incontri informativi su questo specifico argomento. DA.PA