BOLZANO. Karl Zeller non si è ancora ripreso: «Non so come dire grazie alla deputata Biancofiore». Grazie alla nuova proposta di legge elettorale, la Svp pregusta l’elezione di un terzo senatore, evento eccezionale, ai danni delle opposizioni. Verrebbe targato Svp il senatore di solito eletto come miglior perdente e appaltato nelle ultime due legislature al leghista trentino Sergio Divina. «Ci abbiamo messo un po’ anche noi a capire che alla fine l’emendamento Biancofiore ci avrebbe portato benefici insperati», sorride Zeller. Ma la deputata forzista si è già rimessa in azione e intreccia dialoghi trasversali. Rientrata da Roma, ieri ha incontrato esponenti del Pd locale e del M5S.

Depositato mercoledì alla Camera il disegno di legge Fiano «Rosatellum», iniziano a delinearsi le conseguenze locali anche sul Senato. Come noto, la legge elettorale è ripartita da zero dopo l’affossamento innescato a giugno dall’emendamento Biancofiore-Fraccaro sul sistema ad hoc per l’Alto Adige.

Per la Camera verranno eletti 3 deputati in Alto Adige e 3 in Trentino con i collegi uninominali, più 5 con il sistema proporzionale delle liste bloccate (no preferenze). La Svp conquisterà i deputati di Merano-Burgraviato, Bressanone-Pusteria, codeciderà con il Pd il deputato di Bolzano-Bassa Atesina (in pole Francesco Palermo). Oltre a questo, punta ad eleggere con il proporzionale, grazie all’assenza dello scorporo dei voti, un altro o forse altri due deputati. Non si arriverà ai cinque deputati eletti nel 2013 (Plangger, Gebhard, Alfreider, Schullian e il trentino Ottobre del Patt), «ma quel super premio di maggioranza non fa testo», rivendica Zeller, «La cosa assurda è che la Biancofiore ha voluto cancellare i quattro collegi previsti nella prima versione della legge. Il collegio Bolzano-Laives era perfetto per eleggere un italiano anche senza di noi. Magari qualcuno di centrodestra. Contenta lei...». E poi ecco la novità sul Senato, passata finora in secondo piano. «Per l’elezione di Palazzo Madama da noi non cambierà nulla», è la prima reazione di Divina, pronto a ricandidarsi. «Eh no, non è così», correggono ridendo Zeller e Daniel Alfreider, «Il Rosatellum allinea il Trentino Alto Adige a tutte le altre regioni. Anche per questo, grazie Michaela». Restano i tradizionali sei collegi uninominali (3 Alto Adige e 3 Trentino), ma sparisce il meccanismo del settimo senatore eletto come miglior perdente, garanzia finora per le opposizioni. Il disegno di legge prevede, come per la Camera, che il settimo senatore venga eletto con il sistema proporzionale, attraverso liste. «I numeri parlano chiaro, con un accordo Svp-Patt, il settimo è nostro», assicura Zeller. La Stella Alpina oltre ai propri due senatori «classici» (attualmente Zeller e Berger), ne conquisterebbe un terzo (potrebbe andare a Dieter Steger o Manfred Schullian) e condizionerebbe il collegio Bolzano-Bassa Atesina (prenotato per Bressa). Divina prende atto e annuncia battaglia: «Più che una legge, una truffa per prendere tutto il banco. La Lega presenterà emendamenti per ripristinare il meccanismo del miglior perdente e lo scorporo». E Biancofiore? «Non cado nelle provocazioni di Zeller», risponde. Ma è un fatto che i quattro collegi per la Camera previsti con il Mattarellum, da lei affossati, avrebbero garantito un deputato italiano senza voti Svp. «Zeller è abile a rigirare le cose. La verità è che il mio emendamento era basato su un sistema proporzionale. Avere previsto tre collegi con il maggioritario, senza scorporo è l’ennesimo favore del Pd alla Svp. Così non sta in piedi, è evidente. Questa legge elettorale verrà affossata in Parlamento, perché dà fastidio a troppi. Intanto lavoro per cambiare le regole per il Trentino Alto Adige e parlo con M5S e con il Pd».

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