BOLZANO. Ci si avvia alla conclusione della stagione turistica estiva, l’ennesima dominata dalla segnaletica di montagna con migliaia di cartelli solo in tedesco. Al giornale arrivano numerose segnalazioni e proteste di turisti ed escursionisti locali. Vengono segnalati i cartelli monolingui più rischiosi per l’incolumità delle persone, quelli che indicano i percorsi impegnativi o pericolosi per alpinisti non esperti. Nella foto che pubblichiamo, si legge chiaramente l’indicazione “solo per esperti”, solo in tedesco su un cartello messo dall’Alpenverein. E’ evidente che chiunque non capisca la lingua di Goethe ( i turisti italiani in primis), rischia di avventurarsi su sentieri che magari non è assolutamente in grado di fare.

Ma non solo. Da quando è iniziata la vicenda , su quei cartelli solo in tedesco installati da Avs e associazioni turistiche è accaduto di tutto. Sono arrivate le correzioni con il pennarello di escursionisti che sotto l’iscrizione in tedesco hanno riportato il toponimo in italiano. E adesso su quei cartelli sono intervenute altre mani anonime. Sono moltissime le segnalazioni di cancellazione delle scritte italiane in pennarello. La correzione della correzione. Altri cartelli sono stati inoltre coperti da una vernice rossa. Arrivano fotografie da S. Genesio e Lazfons, ma Giuseppe Broggi, presidente del Cai, avverte: «Cancellazioni delle scritte italiane con il pennarello sono presenti un po’ ovunque. Per quanto ci riguarda, l’importante è che parta l’annunciata sostituzione delle tabelle e venga ripristinato il bilinguismo. Da quello che so, l’Avs ha già iniziato». Cai e Avs sono in una fase di disgelo, che li vede dalla stessa parte nelle polemiche sui tre nuovi rifugi alpini: entrambe le associazioni, presenti nella giuria del concorso provinciale, sostengono lo sbarco dell’architettura contemporanea in alta quota. Domenica poi il presidente dell’Avs Georg Simeoni ha partecipato a Lazfons all’inaugurazione del sentiero Frassati, organizzata da Cai nazionale e Cai provinciale. Broggi preferisce non enfatizzare la polemica sui cartelli. Dall’assessore provinciale Hans Berger c’è la conferma che qualche movimento è in corso: «In qualche zona ho visto che ci sono stati completamenti, nel senso che sono state aggiunte le diciture in italiano. Ricordo però che il procuratore Rispoli ha archiviato l’indagine e che da Avs e associazioni turistiche non ci si può aspettare una campagna immediata e integrale di sostituzioni per problemi economici: la Provincia non potrà infatti pagare due volte per l’installazione di un cartello, prima quello monolingue e poi quello bilingue». Berger ricorda tuttavia che «da quando scoppiò il caso, la contribuzione provinciale per la segnaletica resta condizionata al rispetto del bilinguismo».©RIPRODUZIONE RISERVATA