BOLZANO. «Al ministro vorrei fare una domanda...». Prego sindaco. «Un responsabile della Cultura dovrebbe fare di tutto per agevolare la costruzione di una grande biblioteca a Bolzano. Quella che abbiamo non è degna di una grande città. Dunque che ci dice?». Così il Comune appronta la controffensiva dopo l'incursione pentastellata a minare il progetto Polo. Perché la Biblioteca Civica aspetta di trasferirvisi da una vita. La ragione? Primo: è sotto sfratto dalla Habitat, secondo: le sue infrastrutture, soprattutto le invisibili, sono al limite. Ma al ministro Alberto Bonisoli risponde anche la Provincia. E lo schema approntato dal suo vicepresidente è questo: 1) il Polo bibliotecario costa, è vero. Ma i 60 milioni già stanziati per il suo approntamento sono mirati a "questo progetto": se si riparte da capo i milioni vanno altrove e a Bolzano torneranno alle calende greche; 2) le grandi biblioteche non sono il passato ma, con i nuovi supporti multimediali, sono il futuro: paesi in fase di accelerata modernizzazione come la Cina ne stanno costruendo di faraoniche; 3) nel Polo sarebbero radunate due biblioteche provinciali e la comunale, diventando cioè uno snodo che unisce i gruppi linguistici e questo è un valore strategico anche in senso politico, case Ipes e Ötzi (le proposte giallo-verdi) no; 4) nel nuovo progetto bibliotecario la Tessman avrebbe anch'essa la sua nuova sede. «Ma il ministro forse non sa - chiarisce ChristianTommasini - che se il polo fosse cancellato, la biblioteca tedesca si rifarebbe da sola i suoi nuovi spazi ma chi resterebbe al palo, sarebbe, come accade spesso, il gruppo italiano».

Queste le controdeduzioni. Che stanno alla base del progetto Polo. «Senza contare- dicono sia Provincia che Comune- che l'appalto integrato è già assegnato, che il commissario che gestisce la crisi di Condotte dovrà decidere in merito e che, in ogni caso, si aprirebbe una fase di contenzioni e di interventi della Corte dei Conti senza fine».

C'è poi un elemento di orgoglio cittadino. «Bolzano si è dotata di grandi strutture in quasi tutti i campi, dalla musica , all'arte alla ricerca - dice il sindaco Caramaschi, riferendosi a Auditorium, Museion e Noi - ma le manca una piazza della cultura, il luogo dei libri, dello studio e dei nuovi mezzi di informazione. Un edificio che la tenga al passo con le altre grandi città. Ebbene, bloccare tutto, gettando così al vento anni di dibattiti e di discussioni anche politiche sarebbe colpevole». Senza contare, fanno notare al Comune che il terreno su cui sorgono le Pascoli era municipale e che proprio in funzione del progetto Polo, la giunta decise di cederle alla Provincia come proprio contributo alla costruzione della grande biblioteca. «Se , come propongono Lega e 5 Stelle con i loro due ministri - aggiunge Caramaschi - si decidesse di fare il museo di Ötzi o mettervi case Ipes che dovremo fare, visto che si tratta di ambiti provinciali? Farci restituire i terreni, farci pagare in natura?» . Insomma, riaprire la questione ora sarebbe fuori tempo massimo. Perché, ed è questa una delle obiezioni di fondo a Fraccaro e Bonisoli, la Provincia ha già stanziato i suoi fondi per costruirsi il museo di Ötzi altrove e per quanto riguarda le case Ipes il tavolo viene gestito con altre dinamiche a livello immobiliare e della gestione dei terreni. E poi, centinaia di case popolari in corso Libertà e via Longon? Insomma, Comune e Provincia non cedono. E per dimostrarlo, quest'ultima ha inviato una lettera molto esplicita al commissario straordinario che ora ha in mano il pacchetto appalti di Condotte spa , aggiudicataria anche di quello bolzanino.

In una nota firmata dal segretario generale Eros Magnago si chiedono "rassicurazioni in merito all'assunzione da parte della società delle predette commesse (il polo e il nuovo carcere, ndr) con l'indicazione della tempistica entro la quale sarà possibile procedere con la formalizzazione degli atti e l'avvio dei lavori". Arrivassero presto, queste rassicurazioni, il Polo ( e pure il carcere) potrebbero essere posti in linea di volo.

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