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BOLZANO. Per far capire a tutti che è tornato sul ring della politica più forte e aggressivo di prima - dopo un breve periodo di assenza per malattia - il consigliere provinciale di Unitalia Donato Seppi ha scelto un manifesto elettorale nel quale viene ritratto assieme ad una statua dell’ex pugile Primo Carnera che si trova all’Olimpico di Roma. «Ero e resto un combattente», ha sottolineato Seppi davanti ad almeno una cinquantina di simpatizzanti e candidati per le provinciali che hanno salutato il ritorno del presidente del loro movimento con lunghi abbracci e calorosi applausi.
«A differenza delle altre forze del centrodestra - ha sottolineato il consigliere provinciale - noi siamo coerenti e resteremo una famiglia a prescindere dal risultato elettorale. Che sarà comunque buono: contiamo di migliorare leggermente il risultato del 2008, quando portammo a casa oltre 5.600 preferenze».
Centrodestra frammentato. Donato Seppi, ieri, ha preso in giro soprattutto il nuovo tandem di Forza Alto Adige rappresentato da Elena Artioli e Michaela Biancofiore. «La prima appartiene ad un partito che fino all’altroieri bruciava i tricolori in piazza e non si riconosce nell’inno di Mameli, preferendo quello della Padania, mentre la seconda voleva mettere il tricolore nei cassetti di ogni maso e ha un simbolo con la bandiera italiana».
Ma è tutto il centrodestra, secondo Seppi, ad essere un vero «minestrone». «Di Minniti fatico a parlare, visto che per anni in Consiglio si è limitato a fare il portaborse alla collega Unterberger della Svp, mentre il matrimonio tra Urzì e Vezzali è dettato da logiche di convenienza reciproca. Se fossi un elettore voterei Unitalia, l’unico partito che dal 1996 non ha cambiato linea e programmi».
I candidati. La lista sarà composta da 35 nomi e ieri lo stesso Seppi ne ha svelati una quindicina. «Saremo più radicati sul territorio, valli comprese. In Bassa Atesina ci sarà Ivan De Francesco, a Laives Tonino Gencarelli, in Alta val d’Isarco Daniele Guzzonato, a Bressanone Danilo Noziglia, in val Pusteria Pier Francesco Folchi, a Merano Loredana Vincenzi, Gianluca Gallo, Boris Brancaleone e altre tre donne. Dello zoccolo duro ricordo Schiatti, Piccolin, Caruso, Casagrande, Cozzi e Puglisi Ghizzi. In più vi posso anticipare che avremo un candidato italiano nel paese della Klotz».
Il programma. Tra i temi caldi spiccano l’abolizione della proporzionale, «lo stop all’assegnazione di case e sussidi a nomadi ed extracomunitari senza lavoro», «la fine delle lobby politico-mafiose sudtirolesi», la difesa della storia, della cultura, dei toponimi e dei monumenti ma anche dei valori, a partire dalla famiglia, nel senso classico del termine.
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