PHOTO
TRENTO. Si sono presentati ieri alle 9 nella sede del consiglio regionale a Trento. Gli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Trento avevano in mano una delega del Procuratore della Repubblica Giuseppe Amato e hanno acquisito presso l’ufficio di presidenza del Consiglio gli atti della procedura che ha portato alla decisione di versare liquidazioni dorate agli ex consiglieri. Il procuratore trentino Amato ha aperto un’inchiesta sulla vicenda dei max vitalizi, ipotizzando il reato di abuso d’ufficio. Il comandante provinciale della Finanza Fabrizio Nieddu mantiene il riserbo, ma conferma l’inchiesta condotta insieme al nucleo di polizia tributaria. La Finanza ieri ha acquisito molti documenti. Ora dovrà anche sentire la testimonianza dei membri dell’ufficio di presidenza che hanno partecipato ai lavori per la famosa delibera con la quale sono stati fissati i parametri per il calcolo delle liquidazioni. La delibera è stata adottata dall’ufficio di presidenza che era composto dalla presidente Rosa Thaler e da Marco Depaoli dell'Upt, Mattia Civico del Pd, dagli altoatesini Florian Mussner e HanspeterMunter della Svp e Donato Seppi di Unitalia. Si astenne solo Seppi, gli altri votarono a favore. Saranno sentiti anche esponenti del Pensplan a partire dal presidente dimissionario Gottfried Tappeiner, l’ideatore del sistema che ha portato molti ex consiglieri a diventare milionari, oltre ad avere un vitalizio di 2.800 euro al mese.
L’inchiesta prende il via dopo la presentazione di un esposto circostanziato da parte della consigliera comunale trentina Giovanna Giugni, che aveva ipotizzato proprio il reato di abuso d’ufficio. Il procuratore Amato ritiene che le accuse mosse nell’esposto non siano manifestamente infondate e che debbano essere approfondite. Così si è arrivati al blitz della Finanza in consiglio regionale, ieri mattina. Le fiamme gialle hanno già acquisito molto materiale e altro dovranno ritirarlo. In particolare, interessano tutti i verbali delle sedute dell’ufficio di presidenza in cui si è parlato dei vitalizi, le consulenze di Tappeiner e di altri. Lo scopo è verificare se la legge regionale 6 del 2012 è stata applicata correttamente, oppure se c’è stata troppa discrezionalità. In particolare sono due gli aspetti che sembrano interessare molto gli inquirenti. In primo luogo, la lente di ingrandimento è puntata sulla speranza di vita attribuita ai consiglieri molto più lunga rispetto alla media dei comuni mortali. Nella delibera dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale, ai politici è stata assegnata una speranza di vita superiore del 13,6 per cento, ovvero 4 anni di vita in più, rispetto alla media.
Per verificare se si sia trattato di una decisione ponderata oppure di eccessiva generosità, il procuratore ha disposto l’acquisizione della consulenza di Tappeiner, che aveva spiegato davanti all’ufficio di presidenza il meccanismo della delibera. Altro aspetto che interessa gli inquirenti è il tasso di sconto eccessivamente generoso applicato per calcolare la liquidazione per i consiglieri, l’ormai famoso tasso dello 0,81 per cento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


