BOLZANO. La Guardia di finanza per tutto il giorno negli uffici di Pensplan a Bolzano in via della Mostra. Ad accompagnare i finanzieri in borghese, a consegnare il materiale richiesto, c’era anche Stefano Tomazzoni, che proprio ieri ha saputo di essere indagato. Presidente di Pensplan Invest Sgr, commercialista di Rovereto, ha ricevuto un avviso di garanzia per turbativa di gara d’appalto in concorso con Rosa Thaler. Tomazzoni si dichiara sereno: «Sono tranquillo, anzi siamo tranquilli a Pensplan Invest, perché sappiamo che non abbiamo fatto nulla, se non firmare un contratto». Tomazzoni sottolinea in particolare di escludere un coinvolgimento personale: «Sono indagato in quanto legale rappresentante pro tempore di Pensplan Invest Sgr». La Guardia di finanza ha acquisito ieri numeroso materiale negli uffici di Pensplan Invest, tra cui documenti sulle sedute del consiglio di amministrazione e sulla gara finita sotto inchiesta. Tomazzoni, raggiunto al telefono, sottolinea: «Abbiamo agito in completa trasparenza e correttezza e con la medesima trasparenza e correttezza collaboreremo con la magistratura per una chiusura più rapida possibile delle indagini». Tomazzoni precisa di non essere ancora stato ascoltato dalla magistratura: «Confido che appena verrà sentito, questa vicenda troverà la sua conclusione». Ieri mattina gli uomini delle Fiamme gialle di Trento hanno consegnato a Tomazzoni e agli altri due indagati, l’ex presidente del Consiglio regionale Rosa Thaler e l’ex presidente di Pensplan Centrum Tappeiner, una convocazione per l’interrogatorio che si terrà nei prossimi giorni. Il legale che difende Rosa Tahler, Paolo Fava, spiega: «Non sappiamo ancora nulla delle accuse. Sapevamo dell’inchiesta e la mia cliente era pronta a essere ascoltata. Poi la Procura ha deciso diversamente. Adesso attendo di conoscere le carte. Quello che posso dire è che ci difenderemo. Certo dobbiamo studiare bene quali sono le carte».
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