BOLZANO. Certo, ci sono i bimbi dei nidi e gli anziani di mense diurne e strutture residenziali. Insomma, gli utenti - se ci è consentito il termine - normali, le cui esigenze sono legate quasi esclusivamente all’età e non ad altre problematiche. Epperò, fa impressione sapere che in un anno i bolzanini e non aiutati dall’Assb sono oltre 29 mila. Una marea. Lo si evince dai dati illustrati venerdì alla commissione municipale Attività Sociali, nel corso della quale i vertici di Comune e Assb hanno presentato la relazione sociale 2017, presenti per il Comune l’assessore Sandro Repetto e il funzionario Stefano Santoro, per l’Assb Liliana Di Fede (direttore generale), Matteo Faifer (servizi residenziali), Alexej Paoli (distretti). Come relaziona il consigliere comunale Claudio Della Ratta, gli utenti che nel 2017 hanno beneficiato di servizi Assb sono stati 29.014.

Il personale dedicato. Il personale Assb ha un costo che ammonta a 37,9 milioni di euro (+2,4% rispetto al 2016), è pari a 992 unità (813 unità equivalenti), il 21% uomini e il 79% donne. Il 73% è di ruolo, il 13% assunto a tempo determinato e il 14% è precettato (ha il titolo di studio necessario ma è privo di patentino di bilinguismo). In provincia c’è una grande carenza di personale specializzato in materia, si è sottolineato. Il 77% svolge un servizio socio-assistenziale (si prende direttamente cura delle persone), il 12% svolge un servizio amministrativo, il 2% ha un incarico dirigenziale e il 9% è impiegato in altri servizi (cucine, servizi generali, etc.). A questi si aggiungono circa 230 addetti che operano tramite cooperative di servizio sociale e il terzo settore (52 servizi sociali esternalizzati).

I costi. I costi per area di intervento ammontano a 95.157.373 euro e sono così suddivisi: prima infanzia e famiglia 9,37 milioni (9,9%), minori 7,52 milioni (7,9%), adulti 3,13 milioni (3,3%), anziani 33,15 milioni (34,8%), persone con disabilità 13,86 milioni (14,6%), disagio sociale e povertà 3,72 milioni (3,9%), assistenza economica 24,4 milioni (25,6%).

Crescono disagio e povertà. In forte crescita rispetto al 2016 i costi per disagio sociale e povertà (+9%) e i costi per l’assistenza ai minori (+ 20%), anche da collocare in strutture residenziali gestite da privati sociali (quelle Assb sono: Casa Rossa, 12 minori, Conte Forni, 16 minori, Casa ex Lemayr, 16 minori).

Anziani. In prospettiva, a lungo termine ci si attende un significativo aumento dei costi per il settore anziani (l’età media nelle strutture per anziani ha ormai superato gli 83 anni).

Canoni e redditi. Relativamente al sostegno economico (24,4 milioni), questo è suddiviso tra sostegno al canone di locazione (80% della spesa relativa) e integrazione al reddito (20%). Tra i costi non figurano tutte le strutture comunali, assegnate all’Assb a titolo gratuito.

Le fonti di finanziamento. Sono così suddivise: Provincia 49,1 milioni (il 60% dei servizi effettuati da Assb sono di competenza provinciale ma delegati dalla Provincia al Comune), Comune 16,5 milioni (di cui 1,4 a copertura del disavanzo dei servizi delegati - la Provincia versa meno di quello che dovrebbe), Asl 3,7 milioni, proventi dai servizi 11,9 milioni, altre voci - compreso assegno di cura e impegno unitario aggiuntivo - 14 milioni.