SESTO PUSTERIA. La pista per slittino «Croda Rossa» a Sesto Pusteria è stata dissequestrata dal tribunale del riesame. Era stata posta sotto sigilli dal giudice Walter Pelini su richiesta del procuratore Markus Mayr nel novembre scorso a seguito del persistere di una situazione di pericolo. Si tratta della pista ove nel marzo dello scorso anno perse le vita Romano Campiti, un turista di appena 14 anni che perse il controllo dello slittino finendo di schianto contro un albero all’inizio della discesa. Proprio in occasione di quell’incidente, gli accertamenti tecnici disposti dalla magistratura rilevarono la pericolosità intrinseca del tracciato che corre lungo un bosco e che non prevedeva particolari protezioni per gli utilizzatori dell’impianto. Fu proprio sulla base di queste considerazioni e del pericolo concreto di nuovi incidenti che la magistratura decise di intervenire ponendo sotto sequestropreventivo l’impianto. Ora come detto la pista è tornata a disposizione di turisti e sportivi dopo la conclusione di una serie di lavori che avrebbero rimosso buona parte delle criticità rilevate. In effetti lo stesso procuratore Mayr, nel corso dell’udienza davanti al tribunale del riesame, ha espresso parere favorevole al dissequestro, condizionandolo però al mantenimento della situazione rilevata ora. Ad ammorbidire la posizione del magistrato è stata, tra il resto, una perizia tecnica che ha evidenziato l’efficacia delle paratie di protezione installate nei punti più critici. Si tratta di barriere che, assieme al ghiaccio creato dalle basse temperature, finiscono per costituire veri e propri muraglioni di ghiaccio in grado di evitare possibili schianti in velocità contro gli alberi del bosco che corteggiano la pista stessa. La perizia disposta dalla Procura ha confermato che allo stato attuale la pista risponde agli standard minimi di sicurezza garantiti per tutte le piste da slittino. L’attività lungo la pista è dunque ripresa. L’inchiesta sul tragico incidente del marzo scorso non è però ancora conclusa. Come si ricorderà proprio il procuratore Markus Mayr aveva disposto l’iscrizione sul registro degli indagati del gestore della pista, dell'addetto alla sicurezza della stessa e del maestro di sci di Vodo di Cadore, a cui era stato affidato il gruppo di ragazzini, in vacanza a Cortina, tra cui anche Romano Campiti che perse la vita nello schianto contro un albero. Un incidente che, purtroppo, non era stato l’unico sulla pista «Croda Rossa». Proprio per questo la magistratura aveva deciso di intervenire con il sequestro. Ora la situazione, sotto il profilo della sicurezza, è decisamente migliorata. Sugli indagati il magistrato non ha preso ancora alcuna decisione. (ma.be.)
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