BOLZANO. La settimana corta rischia di trasformarsi in un salasso per le famiglie bolzanine: fino a 500 euro all'anno a figlio per i pranzi fuori casa dovuti ai rientri pomeridiani. Il dato è emerso durante un vertice in Comune con i presidi delle scuole superiori. Da una parte - nella sala dell'antico municipio - una decina di dirigenti scolastici degli istituti superiori sia italiani sia tedeschi (assente solo lo Scientifico Torricelli), dall'altra l'assessora Pasquali per la sua competenza sui "tempi della città" e l'assessora Peintner per quella sulla scuola. In un confronto serrato, si è aperto un tavolo di discussione che proseguirà: è stato un incontro, nel quale i presidi hanno fatto l'elenco della spesa, cioè dei problemi che affiorano per gl istituti che passeranno dai sei ai cinque giorni di lezione. Elenco della spesa è il termine più calzante, nel senso che il primo grosso problema emerso è quello del caro-mensa: «L'assessora Kasslatter Mur - precisa il professor Rino Arcieri, preside delle Iti Galilei, fautore della settimana corta - ha motivato la scelta dei cinque giorni e dell'allungamento del calendario scolastico con il notevole risparmio sui trasporti e sul riscaldamento degli edifici. Ma non ha tenuto conto che due rientri la settimana con conseguente pranzo fuori casa costerà alle famiglie almeno 500 euro l'anno per ogni figlio». Quasi una nuova tassa che si aggiunge a quelle appena introdotte dal governo. «È così. Io sono favorevole per vari motivi alle lezioni distribuite sui cinque giorni, ma mi rendo conto che questo è un problema che non è stato considerato». Ci sono scuole superiori bolzanine che hanno optato per la settimana corta? «Ieri abbiamo fatto un piccolo sondaggio sulle scelte in corso: Pascoli e De'Medici hanno già optato per i 6 giorni, il Classico lo farà, l'Itc deciderà nei prossimi giorni, noi dell'Iti avremo il consiglio d'istituto fra due settimane e non voglio fare previsioni per non influenzare nessuno. Fra le scuole tedesche solo il Classico resterà sui 6 giorni, Valier e Kuntner hanno già optato per i 5 giorni». E per quanto riguarda l'inizio dell'anno scolastico anticipato di una settimana? «Forse non serviva, e comunque non si fa così: si deve dare il tempo di organizzare le cose, non basta dire si inizia il 5 e basta». All'assessore Peintner chiediamo un bilancio dell'incontro di ieri. «Avevamo già incontrato i presidi delle scuole primarie e ieri toccava a quelli delle superiori. Io ero coinvolta per il discorso mense e anche per il trasporto pubblico, per il collegamneto fra Sasa e Sad. C'erano pure la sovrintendente Minnei e rappresentanti di Trenitalia e Sad, insomma tutti i soggetti coinvolti. Anche se la competenza sulle strutture delle scuole superiori è della Provincia, il Comune si deve occupare dei pasti. Ora dovremo affrontare i dettagli ma è stato un primo passo molto utile e mi pare che ci sia la volontà di risolvere i problemi presto e bene». L'assessora Pasquali, per quanto riguarda i tempi della città dovrà occuparsi dell'ottimizzazione dei servizi e lo farà anche attraverso il progetto battezzato "La città degli studenti al mattino": ad esempio, basterebbe che alcune scuole iniziassero e finissero 10 minuti dopo per evitare intasamenti sui bus, che sono già ora all'ordine del giorno.

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