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BOLZANO. Settimana Sharm, perché non provare a cancellarla? Quattro anni dopo, con molte famiglie esasperate e insegnanti perplessi, la questione torna in consiglio provinciale. Ci ha pensato Roberto Bizzo (Pd, presidente del consiglio provinciale), che ieri ha depositato una mozione che prevede di tornare al precedente calendario scolastico, annullando la settimana di vacanze scolastiche forzate, gradita tra le famiglie che possono permettersi di volare in lidi caldi o, più semplicemente, non hanno problemi a gestire bambini e ragazzi a casa. In alternativa, Bizzo chiede di prevedere la revoca della settimana Sharm solo nelle scuole di lingua italiana. La delibera della giunta provinciale con il nuovo calendario scolastico venne approvata il 23 gennaio 2012. Bizzo si è mosso da solo, senza concordare l’azione con il collega di partito Christian Tommasini, assessore alla Scuola. «Vediamo quali saranno le reazioni», racconta, «Durante questa ultima “settimana Sharm” ho sentito ancora una volta talmente tante proteste da parte delle famiglie e degli insegnanti, che ho deciso di chiedere al consiglio provinciale di ripensare la decisione infelice del 2012». La giunta provinciale, con l’eccezione degli assessori italiani, aveva difeso con tutte le forze la «Settimana Sharm», gradita soprattutto nelle vallate. Nella scuola italiana era sceso subito il gelo. «Se non si prova, non si ottiene nulla», commenta Bizzo, che in consiglio provinciale cercherà alleati per approvare la mozione.
Come argomento a favore della cancellazione delle vacanze di Ognissanti Bizzo cita i «reclami da parte dei genitori e delle famiglie che si sono viste tolta la possibilità di poter pianificare le vacanze estive in un periodo più conveniente dal punto di vista economico», la difficoltà per le famiglie «di conciliare durante la settimana “Sharm” la gestione dei figli e del proprio lavoro dovendo coinvolgere altre figure e strutture educative», il dispendio economico «per le famiglie che devono pagare delle agenzie educative durante questa settimana». E ancora, prosegue, «l’interruzione delle attività didattiche a così poco tempo dall’inizio della scuola costituisce una forzatura, con conseguente rallentamento del ritmo di apprendimento intrapreso». Tra gli argomenti a favore del ritorno al vecchio calendario Bizzo cita inoltre «il dispendio di denaro pubblico per finanziare le associazioni che organizzano le attività per la settimana Sharm. E, sempre a proposito del clima nelle scuole, Bizzo riferisce le difficoltà delle scuole «nella pianificazione degli aggiornamenti e delle riunioni organizzative necessarie all’avvio delle attività didattiche». (fr.g.)
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