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BOLZANO.
È rientrato, proprio in serata, lo sciopero programmato dagli addetti del settore alimentare per il 29 gennaio. Federalimentare si è detta disposta a trattare.
Il motivo principale della vertenza era il blocco delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale per gli addetti dell’industria alimentare.
I sindacati chiedono un aumento salariale di 150 euro medi per il quadriennio. «Le proposte di Federalimentare - dice Christine Pichler della CGIL - sono decisamente troppo basse e lontane dalle richieste. Non solo non vogliono dare l’aumento per il 2016, ma non dicono quando e se lo daranno, e comunque non in busta paga ma in forma di buoni e convenzioni. Poi vogliono togliere gli scatti di anzianità, qualche premio previsto per chi non ha la contrattazione aziendale e non vogliono sentir parlare di applicare lo stesso contratto a tutta la filiera». Un settore quello alimentare che conta circa 2000 addetti nel solo Alto Adige: «Un comparto particolarmente importante - prosegue la Pichler - che tra l’altro non è stato toccato dalla crisi. La cassa integrazione di alcune aziende c’è ma è strutturale, non è per via della crisi, è dunque inspiegabile l’atteggiamento di Federalimentare che mostra un’arroganza insolita, per questo i lsavoratori sono molto arrabbiati».
Non ovunque però, secondo la Pichler infatti ci sono intere aziende dove il sindacato è completamente assente:
«Ad esempio da Loacker o nelle piccole fabbriche di speck, quelle a conduzione familiare».
Poi, in serata, è arrivata l’inattesa apertura.
«Le nostre organizzazioni nazionali hanno ricevuto da parte di Federalimentare, la disponibilità a riprendere il negoziato per il rinnovo del contratto collettivo Industria Alimentare a partire da martedì 2 febbraio dalle ore 14.30. Questo risultato va ascritto alla grande capacità di mobilitazione messa in atto in questi giorni da Fai, Flai, Uila. La disponibilità di Federalimentare è accompagnata dalla richiesta di revoca di tutte le iniziative di lotta in atto. Riteniamo importante aver riconquistato il tavolo negoziale». Resta da capire se sarà possibile, o meno, raggiungere un’intesa.
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