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BOLZANO. Potenziamento del tedesco e insegnamento veicolare: oltre alle scuole Manzoni e Chini, seppur differita di un anno rispetto a questi istituti, la sperimentazione è in via di conclusione pure alle elementari Longon. Gli alunni della sezione potenziata, oggi iscritti alla quarta classe, nell'anno scolastico 2012/13 inizieranno la sperimentazione plurilingue alle scuole medie Archimede, che andranno così ad affiancarsi alle Foscolo e alle Dante, presso le quali il progetto di potenziamento di seconda lingua partirà già il prossimo settembre.
Oltre ai risultati didattici e pedagogici positivi, a dare la spinta determinante sono stati senza dubbio i genitori degli alunni, entusiasti del progetto e desiderosi di proseguire alle medie. La dimostrazione dell'entusiasmo? Ogni anno chiedono di entrare alla sezione sperimentale delle Longon il doppio di bimbi rispetto ai posti disponibili. «Un assalto», lo definisce la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Bolzano V Marina Degasperi. «Fosse possibile - precisa - sarebbero pronti a venire qui anche da Lana».
La professoressa Degasperi preferisce mantenere un profilo basso, ma la soddisfazione per i positivi risultati del progetto si percepisce immediatamente dal suo tono di voce. «In realtà - spiega - il nostro istituto, come altri, lavora da molti anni al potenziamento del tedesco. Specie le Archimede, che avevano cominciato negli anni Novanta con l'allora preside Fronza. Noi dirigenti dei vari istituti comprensivi siamo in contatto fra noi e, tengo a precisarlo, nessuno desidera mettere in atto una gara per stabilire quale sia l'istituto migliore per il potenziamento di L2. Anzi, siamo tutti contenti se partono più sperimentazioni, perché la richiesta da parte dei genitori è pressante».
Oggi come oggi, alle Longon partecipano al progetto di potenziamento una novantina di bimbi. Coinvolta, però, solo una delle 4 o 5 sezioni costituite ogni anno. «È stata una scelta precisa del collegio docenti, - spiega la dirigente - perché prima di estenderlo alle varie sezioni desideriamo verificare l'esito dell'intero progetto, sui cinque anni, per sincerarci della sua validità. Al momento attuale i risultati delle valutazioni, interne ed esterne, sono più che confortanti, ma il ciclo non si è concluso. Quest'anno avvieremo le prove Invalsi in quinta, e sottoporremo gli alunni alle prove Fit in Deutsch del Goethe Institut».
Il gap con gli alunni delle sezioni normali non c'è, «anzi, in certe discipline si evidenzia un livello di competenza forse maggiore». Degasperi tiene a sottolineare: «Ciò non significa che gli alunni delle altre sezioni siano di serie B». Come dice scherzosamente, «della sezione sperimentale non fanno parte solo bimbi ariani, biondi e dagli occhi azzurri». Sono bambini normodotati (e non solo), cui è stata concessa una chanche in più. «Anche io stessa, come madre, sono rammaricata che i miei figli, di qualche anno più vecchi, non abbiamo potuto sfruttare questa possibilità».
E quello dei genitori è tema centrale dell'intero dibattito sulla scuola plurilingue. «L'assessore Tommasini, che come il predecessore Gnecchi ci sostiene, ha ragione: non si può delegare tutto alla scuola. I genitori dei nostri alunni sono in questo senso un esempio: un gruppo molto motivato. Hanno attivato una rete di contatti interna ma pure esterna all'istituto. Si incontrano regolarmente, si informano, cercano il contatto con ispettori dell'intendenza e assessorato, si confrontano coi genitori delle altre scuole». Hanno cominciato a smuovere le acque quando i figli frequentavano la terza. Perché si chiedevano cosa ne sarebbe stato dei loro figli dopo, alle medie. E la scuola, supportata dagli ispettori provinciali, già in questi mesi ha avviato lo studio del progetto per le medie. «In queste settimane - conclude - i docenti delle medie Archimede stanno visitando le classi del potenziamento elementare, per rendersi conto del reale livello dei bimbi. Nel pieno rispetto dello statuto di autonomia, ora elaboreranno il loro progetto».
Oltre ai risultati didattici e pedagogici positivi, a dare la spinta determinante sono stati senza dubbio i genitori degli alunni, entusiasti del progetto e desiderosi di proseguire alle medie. La dimostrazione dell'entusiasmo? Ogni anno chiedono di entrare alla sezione sperimentale delle Longon il doppio di bimbi rispetto ai posti disponibili. «Un assalto», lo definisce la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Bolzano V Marina Degasperi. «Fosse possibile - precisa - sarebbero pronti a venire qui anche da Lana».
La professoressa Degasperi preferisce mantenere un profilo basso, ma la soddisfazione per i positivi risultati del progetto si percepisce immediatamente dal suo tono di voce. «In realtà - spiega - il nostro istituto, come altri, lavora da molti anni al potenziamento del tedesco. Specie le Archimede, che avevano cominciato negli anni Novanta con l'allora preside Fronza. Noi dirigenti dei vari istituti comprensivi siamo in contatto fra noi e, tengo a precisarlo, nessuno desidera mettere in atto una gara per stabilire quale sia l'istituto migliore per il potenziamento di L2. Anzi, siamo tutti contenti se partono più sperimentazioni, perché la richiesta da parte dei genitori è pressante».
Oggi come oggi, alle Longon partecipano al progetto di potenziamento una novantina di bimbi. Coinvolta, però, solo una delle 4 o 5 sezioni costituite ogni anno. «È stata una scelta precisa del collegio docenti, - spiega la dirigente - perché prima di estenderlo alle varie sezioni desideriamo verificare l'esito dell'intero progetto, sui cinque anni, per sincerarci della sua validità. Al momento attuale i risultati delle valutazioni, interne ed esterne, sono più che confortanti, ma il ciclo non si è concluso. Quest'anno avvieremo le prove Invalsi in quinta, e sottoporremo gli alunni alle prove Fit in Deutsch del Goethe Institut».
Il gap con gli alunni delle sezioni normali non c'è, «anzi, in certe discipline si evidenzia un livello di competenza forse maggiore». Degasperi tiene a sottolineare: «Ciò non significa che gli alunni delle altre sezioni siano di serie B». Come dice scherzosamente, «della sezione sperimentale non fanno parte solo bimbi ariani, biondi e dagli occhi azzurri». Sono bambini normodotati (e non solo), cui è stata concessa una chanche in più. «Anche io stessa, come madre, sono rammaricata che i miei figli, di qualche anno più vecchi, non abbiamo potuto sfruttare questa possibilità».
E quello dei genitori è tema centrale dell'intero dibattito sulla scuola plurilingue. «L'assessore Tommasini, che come il predecessore Gnecchi ci sostiene, ha ragione: non si può delegare tutto alla scuola. I genitori dei nostri alunni sono in questo senso un esempio: un gruppo molto motivato. Hanno attivato una rete di contatti interna ma pure esterna all'istituto. Si incontrano regolarmente, si informano, cercano il contatto con ispettori dell'intendenza e assessorato, si confrontano coi genitori delle altre scuole». Hanno cominciato a smuovere le acque quando i figli frequentavano la terza. Perché si chiedevano cosa ne sarebbe stato dei loro figli dopo, alle medie. E la scuola, supportata dagli ispettori provinciali, già in questi mesi ha avviato lo studio del progetto per le medie. «In queste settimane - conclude - i docenti delle medie Archimede stanno visitando le classi del potenziamento elementare, per rendersi conto del reale livello dei bimbi. Nel pieno rispetto dello statuto di autonomia, ora elaboreranno il loro progetto».
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