BOLZANO. Sfidare la morte per sperare in una vita dignitosa costava 150 euro. E’ la cifra che due passatori stranieri, in Italia irregolarmente, chiedevano a migranti e disperati per organizzare un tentativo di passaggio clandestino del valico del Brennero con destinazione Austria o Germania.

Era stato il commissariato di polizia di Brennero a dare il via all’inchiesta nell’agosto scorso anche sulla base di alcune segnalazioni giunte dagli austriaci che avevano avuto notizia dell’attività di un cittadino egiziano (intercettato al Brennero l’estate scorsa) per l’organizzazione di viaggi clandestini per migranti sui treni merci in partenza dal Brennero. Una segnalazione che si è ben presto rivelata fondata se si pensa che in poco meno di tre mesi i viaggi documentati sono stati almeno sette e hanno coinvolto oltre 50 stranieri, tra cui anche donne incinte oltre a bambini e ragazzini lasciati in balia del loro destino. E’ una realtà agghiacciante quella emersa dall’indagine che ha inchiodato a pesanti responsabilità un cittadino curdo iracheno di 30 anni (richiedente asilo) ed un egiziano di 29 (in Italia col permesso di soggiorno scaduto), domiciliati in un garage di Como. Col tempo i due erano diventati un punto di riferimento per tentare il tutto per tutto per superare la barriera del Brennero. Le indagini della polizia (intercettazioni, appostamenti, pedinamenti) hanno così permesso di appurare che il punto di ritrovo per iniziare i viaggi verso il Brennero avvenivano alla stazione di Milano Lambrate. Utilizzando treni regionali (ove i controlli sono pressochè inesistenti) i gruppi raggiungevano la stazione di Colle Isarco, cioè l’ultima stazione in territorio italiano prima di quella di Brennero. Un escamotage ideato per evitare di incappare nei controlli della polizia ferroviaria del Brennero. In realtà una volta a Colle Isarco i viaggi della speranza proseguivano a piedi rigorosamente nelle ore notturne lungo i binari, transitando all’interno del tunnel ferroviario di Fleres (lungo sette chilometri) per raggiungere i binari della stazione di Brennero da sud, senza mai farsi notare nella zona abitualmente frequentata dai normali passeggeri. Una strategia da «invisibili» secondo una precisa logica di sopravvivenza: muoversi nella notte anche sfidando ogni istante la morte pur di raggiungere l’obiettivo. Basti pensare al pericolo che si può correre attraversando a piedi il tunnel di Fleres con la possibilità di essere “risucchiati” dai convogli ferroviari lanciati a 200 chilometri all’ora. Una volta raggiunta nella notte la stazione di Brennero i migranti sarebbero stati nascosti in alcune baracche di legno dislocate nell’areale per il ricovero di attrezzatura, sino all’individuazione del treno merci sul quale salire per tentare di raggiungere Austria e Germania, sfidando tutto e tutti. Erano gli stessi passatori ad indicare ai migranti le possibilità di sistemazione alla meno peggio sui carri merci. In alcuni casi la disperazione ha fatto addirittura correre qualche rischio in più scegliendo l’opzione di sdraiarsi sul tetto telonato di alcuni carri a pochi centimetri dai cavi dell’alta tensione per poi nel corso del viaggio tagliare il telone con un coltello e calarsi tra il carico trasportato. Ora questo traffico di essere umani ad alto rischio è stato bloccato. Il giudice delle indagini preliminari Peter Michaeler ha accolto le richieste della Procura e ha disposto la custodia cautelare in carcere di entrambi gli indagati. L’egiziano è stato arrestato in treno, il curdo iracheno a Como. Ieri davanti al giudice quest’ultimo si è avvalso della facoltà di non rispondere mentre il passatore egiziano ha ammesso di aver organizzato solo un viaggio a pagamento (150 euro per ogni migrante aiutato) , negando di aver incassato soldi in altre occasioni. L’uomo ha anche sostenuto che altri stranieri gestiscono tratte della disperazione ma ha detto di non essere in grado di fare nomi. Ovviamente entrambi sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina con l’aggravante dello scopo di lucro e dell’elevato pericolo fatto correre ai migranti. Rischiano sino a 15 anni di reclusione.

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