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Uno sgambetto alla Svp ma, soprattutto, al primo cittadino, che ieri sera in aula si è visto costretto a ritirare la delibera sul piano del traffico, presentata solo il giorno prima in consiglio dall’assessore Judith Kofler Peintner e riguardo alla quale di certo erano molti gli emendamenti, ma la cui approvazione era data per scontata fino a poche ore prima. Il Pd non ha digerito il tentativo di blitz della Stella Alpina e in maggioranza ha annunciato che non avrebbe votato a favore della chiusura dell’entrata in città dalla vecchia statale per Merano, che avrebbe trasformato via San Maurizio in strada residenziale, spostando il traffico in entrata su viale Druso.
Il sindaco Luigi Spagnolli, in aula, dopo aver espresso la sua solidarietà a un’assessore alla mobilità quanto meno frastornata, ha motivato il ritiro della delibera con l’eccessivo numero di documenti voto e di emendamenti presentati, visto il poco tempo a disposizione e dato che quella di ieri sera era l’ultima seduta di giugno utile per il consiglio. «Non è colpa né della maggioranza né dell’opposizione. Era impossibile discutere in poche ore 26 emendamenti e 37 documenti voto». Esclusivamente una questione di tempo, dunque. «Il resto sono illazioni».
L’opposizione, con Tomada (FdI), a un certo punto, ieri sera in aula ha avanzato la proposta di rinunciare a tutti gli emendamenti, tranne quello di Bertolucci (FdI) sulla chiusura stradale, allo scopo di stanare il tentativo su San Maurizio della Stella Alpina, ma la proposta è stata respinta e la giunta ha definitivamente ritirato l’intera delibera del Piano urbano del traffico. Il sindaco chiarisce: «La proposta di Tomada di ritirare tutti gli emendamenti non la si poteva più accogliere perché, una volta ritirata, la delibera non può più essere recuperata se non dopo essere stata reinserita nell’ordine del giorno. Se così non fosse l’avrei colta al volo, e avremmo chiuso il Put in un’ora!».
Alla riunione di maggioranza prima del consiglio, il Pd aveva preò posto il veto su san Maurizio.
Spiega la sua versione dei fatti il capogruppo Svp in consiglio, Georg Mayr: «Così non va. Questa lotta interna al Pd... Lo dico con grande dispiacere: stanno smontando il sindaco. Cioè, lo sta facendo il suo stesso partito. Un caso più unico che raro, mai vista una cosa del genere». Il piano urbano del traffico, «fino a oggi, in maggioranza e in commissione, era andato via liscio».
«Uno sgambetto del Pd alla Svp e al sindaco», commenta Della Ratta (Psi).
Il gruppo Radicali-Socialisti-Udc-Unione, per bocca di Paolo Berloffa (Unione per Bolzano), chiarisce: «Siamo in cul de sac. Il re è nudo: questa è incapacità di amministrare in maniera responsabile. Chiederemo al sindaco un incontro urgente. Si è perso il senso della misura. Non esiste che l’assessore presenta una delibera e poi il giorno dopo il sindaco la ritira».
«La coperta era troppo corta», commenta Margheri (Sel). «Si è cominciato a tirare troppo, e ora è giusto ridiscutere di tutto, anche in commissione».
Si è trattato di «un attacco al sindaco da parte del Pd» anche secondo Paolo Bertolucci (FdI). «Oltretutto è anche una bella presa in giro: due costose sedute di consiglio gettate al vento. Questa maggioranza non esiste più, non può più governare. Sono membro della commissione mobilità: nelle prime due versioni del Put, San Maurizio non c’era mica; in aula è comparsa una terza versione di cui nessuno sapeva niente».


