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BOLZANO. Tra la stazione dei bus e quella dei treni la vita è difficile. Lo è per gli autisti Sasa per primi. Poi, per i passeggeri loro ma anche per quelli delle infinità di autobus privati o di shuttle degli alberghi. Questi ultimi arrivano, si fermano, magari fanno il cambio turno e tutto nel fitto delle corse urbane e extra che sono costrette a muoversi come in un rally. «Siamo stanchi di una situazione che, invece di attenuarsi nel quotidiano del nostro lavoro, si complica sempre più» dicono gli autisti dell'azienda inhouse. I quali, tra l'altro, sono tenuti a rispettare al secondo i tempi di percorrenza delle linee.Invece, da mesi ormai, quasi tutti gli alberghi della zona, tra valli e altipiani si sono dotati di pulmini che, per evitare problemi, si mettono ad attendere i Freccia rossa tra i parcheggi dei taxi e le piazzole della Sasa e lì stazionano in vista dell'arrivo dei clienti dei loro hotel. Ma non basta.
«Perché ci sono anche i bus delle linee private - dice Artan Mullaymeri - che fanno di più: si fermano e, per minuti, attendono che arrivi il cambio alla guida. Poi, se ne stanno tranquilli a lungo aspettando che arrivino i passeggeri».In effetti è una situazione che chiunque scenda dal treno a Bolzano può verificare da se: giungere dall'altro lato della via è un'impresa. Occorre fare lo slalom tra taxi, e fin qui va bene, stanno al loro posto, ma poi appaiono in pochi metri, shuttle, pullman e pulmini e, finalmente, si intravvede il bus della Sasa. C'è una possibile soluzione senza arrivare ad azioni anche sindacali dure da parte degli autisti?
«Abbiamo in effetti fatto una proposta - annuncia Mullaymeri, segretario della Uil trasporti - che, detta semplice, chiederebbe a shuttle e bus privati di arrivare in stazione da dietro, da via Macello. E lì, in sicurezza, provvedere ai cambi turno eventuali degli autisti e ad imbarcare i passeggeri». La ragione per cui questa soluzione pratica non è ancora in campo? «Servirebbe una intesa a tre, tra Sasa, Rfi e Provincia per utilizzare pur anche in via sperimentale quell'area alle spalle della stazione».
Ci contate? «Stiamo lavorando da settimane a questo» aggiunge il sindacalista. Il quale ritiene questo un progetto di compromesso molto fattibile e che sarebbe in grado di liberare gli spazi tra stazione dei treni e dei bus e rendere più agevole gli spostamenti di chi è legittimato a usare quel quadrante urbano tra via Garibaldi e via Renon. Prima che ci scappi uno sciopero. A preoccupare gli autisti è soprattutto la sicurezza. Nelle ore di punta, spiegano, basta un mezzo fermo fuori posto per creare un imbuto e costringere gli autobus di linea a manovre complicate, con pedoni e viaggiatori che attraversano continuamente la carreggiata trascinando trolley e valigie. Da qui la richiesta di accelerare. «Non vogliamo cacciare nessuno - chiarisce Mullaymeri - ma mettere ordine in uno spazio ormai saturo». La soluzione di via Macello, secondo la Uil Trasporti, consentirebbe ai privati di lavorare con maggiore tranquillità e alla Sasa di rispettare fermate e orari. Ora la palla passa a Provincia, Rfi e azienda: gli autisti chiedono un confronto in tempi rapidi.


