BOLZANO. Le unioni civili per le coppie omosessuali sono state approvate ieri al Senato con il voto di fiducia anche del Gruppo per le autonomie, tra cui Karl Zeller, Hans Berger e Francesco Palermo. Un voto convinto, non dovuto per ragioni di lealtà con la maggioranza. «Il Senato compie un atto lungamente atteso in ordine ai diritti ed al riconoscimento delle coppie omosessuali. In un’Europa nella quale si costruiscono muri materiali, al di là dei quali si ha l'illusione di isolarsi, sulle unioni civili si abbatte un muro ideale e sostanziale che fino ad oggi ci ha separato dagli altri Paesi europei, ad esempio la Germania», ha dichiarato in aula il presidente del gruppo Karl Zeller, che si dichiara favorevole a riprendere la discussione anche sulla stepchild adoption, l’adozione del «figliastro», che è stata cancellata dal disegno di legge Cirinnà per chiudere il compromesso con il Ncd di Alfano. Palermo, che non condivide l’esclusione della stepchild adoption , commenta: «Ero assolutamente favorevole. Comunque la legge è passata e rappresenta un doveroso passo avanti sulle unioni civili, rispetto al nulla che abbiamo oggi». Hans Berger si era dichiarato invece contrario alle adozioni. Così Zeller: «La legge sulle unioni civili è un atto indispensabile, giacché sulla materia si sono espresse la Corte Costituzionale e la magistratura, con sentenze unanimi nel tutelare i diritti delle coppie omosessuali ed esplicite nel richiamare l’esigenza di porre termine ad un vuoto legislativo. Un vuoto che è stato sanzionato dalla giurisprudenza della Corte europea di Strasburgo sui diritti dell’uomo, richiamando l’Italia a non persistere in una condizione che determinava una discriminazione in ragione dell’orientamento sessuale delle persone. Nell’impostazione e nelle norme nella legge non vi sono scelte legislative che possano e intendano associare, equiparare o confondere l’unione civile e il matrimonio». Così Zeller sulla stepchild adoption: «Lo stralcio della stepchild adoption è stato reso inevitabile dall’atteggiamento titubante delle opposizioni e il punto rinviato ad una legge di riforma dell’intera materia delle adozioni. In futuro il problema dovrà essere affrontato tenendo conto che l’interesse primario è quello del minore, non il diritto delle unioni alle adozioni. Se non si interverrà provvederanno i giudici, come avviene del resto già oggi». La legge disciplina anche le coppie di fatto. «Sulla base di alcune nostre proposte accolte, si salvaguardano i diritti del convivente di fatto, che ha assicurato la sua attività di lavoro nell’impresa familiare e che in modo commisurato al lavoro prestato partecipa per la prima volta agli utili, all´avviamento ed ai beni acquistati dall’impresa familiare», riferisce Zeller.