PHOTO
BOLZANO. «Annuncio l’intenzione di rimettere ogni mandato assunto, sia all'interno della Cooperativa che di ogni altro incarico conseguente di rappresentanza. Come sicuramente potrete immaginare a seguito degli avvenimenti successi, culminati con la vicenda del socio Armando Sacco Zaut, ho valutato questa mia iniziativa, ascoltando anche il parere di alcuni soci della Cooperativa». Inizia così la mail inviata ai 50 soci con cui, la vigilia di Natale, Mauro Ortombina ha comunicato l’intenzione di dimettersi da presidente della Cooperativa Radiotaxi Bolzano. «Preciso che tale decisione - conclude - è rivolta a compattare la Cooperativa, a rasserenare il clima interno e certamente non è un atto di debolezza per sfuggire alle responsabilità»
Dopo che la biologa keniota aveva denunciato di essere stata vittima dell’aggressione da parte del tassista Armando Sacco Zaut, la notte del 2 dicembre a ponte Palermo, il clima all’interno della cooperativa Radiotaxi si era fatto pesante.
La tensione. I tassisti si sono spaccati: da una parte chi sosteneva il presidente Ortombina che, nella commissione comunale taxi, si era opposto alla sospensione della licenza proposta dall’assessora Maria Laura Lorenzini; dall’altra chi invece avrebbe voluto la sospensione anche a tutela della categoria stessa, messa in grossa difficoltà dalla denuncia della donna suffragata dalla registrazione audio fatta con il cellulare, in cui si sentono gli insulti e le minacce del tassista.
Una settimana fa, alla vigilia della manifestazione organizzata da un gruppo di donne nell’area taxi davanti alla stazione, Ortombina aveva inviato una lettera aperta in cui annunciava la volontà della cooperativa di organizzare una campagna anti-violenza sulle donne.
Ma, evidentemente, neppure questo estremo tentativo di ricompattare la categoria, è servito: di qui la decisione di fare un passo indietro.
È probabile che, a questo punto, lascerà anche la commissione taxi dalla quale si è già dimesso Agostino Accarrino (rappresentate dei consumatori e sindacalista della Cgil) favorevole alla sospensione della licenza: l’organismo si dovrà tornare a riunire ai primi di gennaio per esaminare le controdeduzioni presentate da Sacco Zaut e decidere i prossimi passi come prevede il regolamento.
Intanto, prosegue l’inchiesta giudiziaria sulla vicenda, condotta dalla polizia e coordinata dal sostituto procuratore Axel Bisignano.
La difesa. L’avvocato Alberto Valenti, che assieme al collega Andreas Tscholl, difende Sacco Zaut prende posizione dopo che i legali della vittima, Patrizia Bonera e Marco Mayr, hanno auspicato che l’indagine venga assegnata ai carabinieri, visto che un “parente prossimo del tassista lavora in Polizia”.
«Non mi risulta - dice Valenti- ma anche se fosse, quelli che vengono lanciati sono sospetti assurdi, che offendono le istituzioni. Ci troviamo difronte ad una “strage” mediatica di una parte apparentemente lesa, spalleggiata da certi politici e dalla stampa. Con tutto il rispetto per le donne, si è trattato di una bischerata e siamo convinti che tutto alla fine si sgonfierà. Lasciamo lavorare la Procura e la verità emergerà. Si scoprirà così che le cose sono andate in tutt’altro modo rispetto a come sono state denunciate dalla donna: non c’è stata nessuna rapina. E la vittima è il tassista».
©RIPRODUZIONE RISERVATA


