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MALLES VENOSTA. Continua a piovere, purtroppo. Dopo la terribile giornata di mercoledì, quando una serie di acquazzoni si è abbattuta per tutto il giorno, la situazione sembra tornata alla normalità. Anche in val Venosta dove l'Adige era tracimato fra Oris e Spondigna (lodevole il lavoro dei vigili del fuoco e della protezione civile) ed anche fra Naturno e Stava invadendo parte di una ditta.
Problemi, non ancora risolti, pure fra Gomagoi e Solda dove la strada di accesso al paese ai piedi dell'Ortles era rimasta chiusa per 24 ore. La stessa arteria è stata riaperta poi a senso unico alternato già alla vigilia di Ferragosto. La situazione è rimasta tale anche in questo week end con qualche problema alla circolazione visti i minuti di attesa per chi deve spostarsi. In zona, per ripristinare l'arteria e per proteggere meglio il rio Solda, sono all'opera alcune squadre di operai e diversi mezzi. Ma c'è una situazione che sta destando preoccupazione. E' la gigantesca "frana in roccia" che si presenta sulla montagna sopra Laudes, frazione di Malles in Alta Venosta, dove un pendio di 900 mila metri cubi è in continuo movimento e il rischio è che la roccia possa sprofondare nel fiume facendolo esondare. La situazione è sotto costante controllo da parte degli uffici provinciali. Ma il terreno continua a muoversi e scarica a valle, periodicamente, sia massi che alberi oltre a terriccio. "Finora alberi e cespugli hanno fatto il loro dovere assorbendo enormi quantità d'acqua - ha dichiarato il geologo della Provincia Volkmar Mair - ma bisognerà vedere cosa succederà in autunno quando la vegetazione assorbirà meno acqua. Se poi dovesse continuare a piovere, con insistenza, allora la situazione della frana rischierebbe di peggiorare da un momento all'altro. Anche per questo il movimento franoso è costantemente monitorato. Gli ultimi due inverni sono stati eccezionalmente piovosi e nevosi e tutte le falde sono praticamente al limite. Dovremo monitorare costantemente la situazione specialmente in Alta Venosta, ma anche la val Badia e la val Gardena presentano situazioni di rischio». E' il caso di ricordare che l'inverno scorso, proprio a causa della frana caduta a Laudes, era rimasta distrutta la strada fra la frazione di Malles e l'abitato di Tubre, al confine con la Svizzera. L'intervento de vari uffici della Provincia aveva risolto la questione con la costruzione di una nuova arteria che ha consentito la ripresa della circolazione lungo l'arteria. Ora, a seguito di questa pazza estate e alle frequenti precipitazioni, il problema della frana si ripropone. Il costone che sta cedendo è enorme ed il rischio più grave è che finisca per ostruire il corso d'acqua sottostante.


