BRONZOLO. Sembrava che alla fine di marzo, dopo lo sgombero del vecchio capannone ex Aspaplast, accanto alla ferrovia a Bronzolo, il problema dei senza fissa dimora fosse finalmente rientrato. Invece gli episodi recenti stanno dimostrando che c'è un preoccupante ritorno di questo fenomeno, e soprattutto un ritorno di “accampamenti” irregolari. Da qualche tempo infatti, la polizia municipale sta verificando presenze di persone senza fissa dimora, che si sistemano dove possono: soprattutto, sotto un ponte o nell'area del biotopo, all'ingresso nord del paese.

«Si tratta di cittadini rumeni senza fissa dimora - spiega Benedetto Zito, sindaco di Bronzolo - che dicono di non avere trovato accoglienza nemmeno presso la Caritas, ovvero l’organizzazione dove noi, quando li individuiamo, cerchiamo di indirizzarli per cercare un aiuto. Purtroppo quello che possiamo fare è il solito atto: dobbiamo allontanarli da dove si piazzano, perchè si riducono in una situazione di degrado insostenibile, tra immondizie ed escrementi, tanto che potrebbe nascere un'emergenza igienica».

L'ultimo nucleo è stato allontanato l'altro giorno dalla polizia municipale: si era installato sotto un'arcata del ponte all'ingresso nord del paese, in condizioni indicibili e quindi non c'è stato altro da fare che allontanarli. In precedenza avevano anche provato a mettersi sotto un altro ponte, quello della statale 12 e anche all'interno del biotopo naturale del rio Aldino, che si trova poco lontano dai ponti in questione. Si tratta di alcune persone di origine rumena, che già facevano parte del gruppo allontanato la scorsa primavera dall'ex capannone Aspa plast situato accanto alla ferrovia. Anche lì si erano adattati a vivere in condizioni igieniche spaventose, oltretutto in un edificio fatiscente e pericolante. Per impedire che una volta mandati via potessero rientrare, si era anche provveduto a sbarrare ingressi e finestre.

Come si vede, non è bastato per convincere questi disperati a cercare una sistemazione altrove e infatti, passato qualche tempo, si sono ripresentati a Bronzolo, cercando riparo questa volta sotto i ponti. L'amministrazione comunale può fare ben poco, se non allontanarli e indirizzarli alla Caritas, dove possono sperare in qualche sostegno. Qualche tempo fa, due clochard italiani si erano invece sistemati in un prefabbricato nell'area del pozzo “Mary”, a sud di Bronzolo, ovviamnete senza chiedere niente a nessuno. Anche da lì non è rimasto che farli allontanare, ma il problema di queste persone senza fissa dimora non accenna a diminuire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA