BOLZANO. «Attenzione! Bambini! Rallentare!» È questo lo slogan della quarta edizione della campagna «Sicuri a scuola», presentata dal Vke, la Fondazione Cassa di Risparmio e il Consorzio dei Comuni in collaborazione con il Kfs-Katholischer Familienverband Südtirol.

Nel 2015 il Vke aveva distribuito 160 striscioni ad oggi ce ne sono 232, ieri quasi tutti i comuni dell’Alto Adige hanno issato i cartelloni che resteranno appesi fino a domenica 16 settembre.

Il direttore del Vke Roberto Pompermaier sottolinea: «Questo è un modo per ricordare a tutti gli automobilisti di rallentare, togliendo il piede dal gas quando si trovano in vicinanza di zone scolastiche dove gli scolari - e soprattutto i bambini più piccoli cioè quelli di 6, 7 anni che frequentano le prime classi - tornano a percorrere il tragitto da casa a scuola. L’idea è nata prendendo spunto dall’attività dell’UPI (il centro svizzero di competenza per la prevenzione degli infortuni al servizio della popolazione, ndr), che ha designato dei percorsi casa-scuola. Per recarsi a scuola infatti la soluzione migliore è di andare a piedi, o se il bambino è sufficientemente sicuro in bicicletta. I rischi da prevedere sono di diverso tipo sono fondamentali dunque gli esercizi per imparare ad evitarli o a superarli».

All’iniziativa aderisce anche il Consorzio dei Comuni. Il presidente Andreas Schatzer intende contribuire a questa iniziativa, perché ritiene sia anche uno strumento per avere sotto controllo il gravoso problema del traffico nei centri urbani: «L’unico metodo per far rallentare le macchine sembra essere quello dei box per lo “speedcheck”. Vogliamo sensibilizzare gli automobilisti ad una guida più sicura. I genitori stessi dovrebbero contribuire alla sicurezza ad esempio mandando i bambini a scuola a piedi in compagnia dei loro coetanei, vogliamo sottolineare dunque anche il valore educativo del progetto».

La direttrice del Kfs Samantha Endrizzi annuncia che aderiranno 112 Comuni in tutta la provincia: «Ci assicureremo che tutti gli striscioni vengano appesi». Il costo totale del progetto è di 21.000 euro, di cui 16.000 euro provengono dalla Riparazione mobilità e 5.000 euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio.

Pompermaier racconta: «L’iniziativa è nata nel 2015, dunque sono stati spesi 5.000 euro l’anno, un costo davvero basso per un progetto così importante, considerando anche che gli striscioni possono essere riutilizzati».

Viene sottolineata da tutti gli organizzatori l’importanza di ripetere l’iniziativa di sensibilizzazione annualmente, perché gli automobilisti in molti casi si dimenticano dell’etichetta.

«L’idea che abbiamo è di regalare ogni anno un gilet di sicurezza a tutti i bambini che frequentano la prima elementare. Colori chiari infatti vengono percepiti prima dall’occhio umano rispetto a quelli scuri e questo permetterà agli automobilisti di fermarsi appena vedono qualcuno. Abbiamo la speranza che questa iniziativa comporti anche una riduzione dei troppi incidenti mortali che avvengono lungo le strade altoatesine».