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MERANO. Presto tornerà a Merano da uomo libero e, lascia intendere Thomas Sigmund, per molti saranno dolori. Intanto dal carcere di Praga divulga documenti contabili di Kaufleute Aktiv a sostegno delle sue accuse nei confronti dei commercianti.
Presto le porte del carcere di Praga dovrebbero aprirsi per far tornare in libertà Thomas Sigmund, l'ex presidente di Jungle e Strymer, nonché factotum del Mercatino di Natale per conto di Kaufleute Aktiv, detenuto in terra ceka dall'inizio dello scorso mese di gennaio. Una notizia anticipata dallo stesso Sigmund con una lettera al suo difensore di fiducia, l'avvocato bolzanino Marco Ferretti. Questione di giorni, Sigmund ne è certo, intanto promette scintille e divulga copie di documenti contabili riconducibili a Kaufleute Aktiv, principalmente fatture che confermerebbero le accuse a suo tempo rivolte ai membri del direttivo.
In sostanza, una volta chiuso in carcere Sigmund aveva dovuto subire un lungo black-out nella comunicazione: nessun'informazione in ingresso e lettere bloccate e censurate in uscita. Solo dopo qualche settimana era riuscito in qualche modo a far uscire un memoriale nel quale, come si ricorderà, imputava la sua carcerazione ad una oscura "manovra meranese" e seminava forti dubbi sulla correttezza contabile di Kaufleute Aktiv. A partire dai bilanci in forte attivo e ridimensionati, secondo Sigmund, con giri di fatture per lavori e forniture fittizie e bonifici a favore dei dirigenti. Accuse a vanvera lanciate da un uomo disperato, è stata più o meno la reazione in ambito meranese. Ma ecco che nei giorni scorsi, grazie alle maglie carcerarie diventate meno strette, Sigmund riesce a divulgare copie di documenti contabili che dimostrerebbero la veridicità delle sue affermazioni.
«Apprezzo molto il vostro lavoro, anche se su di me avete scritto cose errate che mi hanno offeso - si legge nella lettera accompagnatoria inviata ad un nostro redattore - ma capisco che il lavoro del giornalista è difficile se non si ha la possibilità di sentire anche l'altra campana».
"L'altra campana" è rappresentata oggi dal plico di documenti che, secondo Sigmund, confermerebbero il giro di fatturazioni per forniture o prestazioni fittizie a favore dei membri del direttivo: un giro di quattrini che secondo la quantificazione di Sigmund solo nel 2007 supererebbe i 100mila euro, con un bilancio che comunque fa registrare un utile lordo di oltre 143mila euro. Il tutto, come detto suffragato dal corposo plico di documentazione contabile. Sigmund ci tiene a far sapere: «Questi documenti dimostrano che ho detto la verità». Quella verità che molti attendono di conoscere, in particolare giudici e finanzieri, e che per questo, come lo stesso Sigmund, attendono il momento della sua ritrovata libertà per poter finalmente ascoltare anche "l'altra campana", dalla sua viva voce.
Presto le porte del carcere di Praga dovrebbero aprirsi per far tornare in libertà Thomas Sigmund, l'ex presidente di Jungle e Strymer, nonché factotum del Mercatino di Natale per conto di Kaufleute Aktiv, detenuto in terra ceka dall'inizio dello scorso mese di gennaio. Una notizia anticipata dallo stesso Sigmund con una lettera al suo difensore di fiducia, l'avvocato bolzanino Marco Ferretti. Questione di giorni, Sigmund ne è certo, intanto promette scintille e divulga copie di documenti contabili riconducibili a Kaufleute Aktiv, principalmente fatture che confermerebbero le accuse a suo tempo rivolte ai membri del direttivo.
In sostanza, una volta chiuso in carcere Sigmund aveva dovuto subire un lungo black-out nella comunicazione: nessun'informazione in ingresso e lettere bloccate e censurate in uscita. Solo dopo qualche settimana era riuscito in qualche modo a far uscire un memoriale nel quale, come si ricorderà, imputava la sua carcerazione ad una oscura "manovra meranese" e seminava forti dubbi sulla correttezza contabile di Kaufleute Aktiv. A partire dai bilanci in forte attivo e ridimensionati, secondo Sigmund, con giri di fatture per lavori e forniture fittizie e bonifici a favore dei dirigenti. Accuse a vanvera lanciate da un uomo disperato, è stata più o meno la reazione in ambito meranese. Ma ecco che nei giorni scorsi, grazie alle maglie carcerarie diventate meno strette, Sigmund riesce a divulgare copie di documenti contabili che dimostrerebbero la veridicità delle sue affermazioni.
«Apprezzo molto il vostro lavoro, anche se su di me avete scritto cose errate che mi hanno offeso - si legge nella lettera accompagnatoria inviata ad un nostro redattore - ma capisco che il lavoro del giornalista è difficile se non si ha la possibilità di sentire anche l'altra campana».
"L'altra campana" è rappresentata oggi dal plico di documenti che, secondo Sigmund, confermerebbero il giro di fatturazioni per forniture o prestazioni fittizie a favore dei membri del direttivo: un giro di quattrini che secondo la quantificazione di Sigmund solo nel 2007 supererebbe i 100mila euro, con un bilancio che comunque fa registrare un utile lordo di oltre 143mila euro. Il tutto, come detto suffragato dal corposo plico di documentazione contabile. Sigmund ci tiene a far sapere: «Questi documenti dimostrano che ho detto la verità». Quella verità che molti attendono di conoscere, in particolare giudici e finanzieri, e che per questo, come lo stesso Sigmund, attendono il momento della sua ritrovata libertà per poter finalmente ascoltare anche "l'altra campana", dalla sua viva voce.
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