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EGNA. La questione migranti sta surriscaldando il clima politico anche ad Egna. Svp e Pd si dicono pronti ad ospitare i profughi (come chiesto da Provincia e Comprensorio a tutti i Comuni), mentre la lista Bündnis (rappresentata in giunta dall’assessore Verena Pedri) è pronta a fare muro. La civica tedesca si dice contraria a «speculazioni immobiliari sulle spalle dei profughi» (no all’area Brüvckenstückl) ed è propensa ad ospitarne 16 o poco più (contro i 40 prospettati). Nell’esecutivo il confronto si preannuncia durissimo. Il quarto partito presente in giunta, la lista civica @EgnaNeumarkt, per ora resta alla finestra. A prendere posizione, ieri, è stato Franz Simeoni, capogruppo di Bündnis Neumarkt. «La sfida è seria ed impegnativa. Non ci aiutano le polemiche e nemmeno le belle parole senza contenuto concreto». Poi arriva la disanima della situazione: «Va chiarito che la distribuzione dei migranti è un problema di ordine pubblico. Proprio per questo se ne occupa innanzitutto il Ministero degli Interni. E sappiamo benissimo che le competenze in materia di ordine pubblico sono del sindaco. È perciò compito suo proporre eventuali soluzioni. Noi siamo interessati ad essere coinvolti nella discussione, solo e soprattutto per esaminare quali ripercussioni tutto questo potrebbe avere sul tessuto sociale e culturale della nostra comunità. La dimensione sociale della questione subentrerebbe solo in un secondo momento, assieme agli aspetti legati all'integrazione. Ma tutto questo solo dopo un eventuale insediamento di profughi nel Comune Egna. Proprio per prevenire eventuali future problematiche sociali l'assessora Verena Pedri il 5 agosto si è rivolta con una lettera al presidente della Compprensorio Edmund Lanziner e agli uffici della Provincia. In quella lettera ha chiesto informazioni per la valutazione del futuro impatto che un gruppo di 40-50 profughi potrebbe avere per Egna e Laghetti. Abbiamo ricevuto qualche indicazione dal dottor Critelli della Provincia, ma aspettiamo ancora risposte concrete ad una serie di domande poste».
Bündnis vuole sapere, in concreto, «quante persone dovrebbe ospitare Egna? Lanziner parla di 40-50, mentre il ministro Alfano fa riferimento a 3 ogni mille abitanti. Cioè 16 per Egna, che ha 5300 abitanti. Quale organizzazione a livello provinciale seguirebbe la questione (Caritas, Volontarius, Croce bianca ecc.)? Quali sarebbero i programmi concreti di educazione linguistica, formativa e di integrazione? Quanto tempo queste persone rimarrebbero nella strutture e soprattutto, cosa succede a quelli a cui non verrà riconosciuto lo status di asilante. Secondo Lanziner questi ultimi sono il 90 per cento, secondo il Viminale oltre il 60 per cento».
Simeoni difende poi la (sua) assessora e contrattacca: « Noi come “Bündnis Neumarkt” sicuramente non ci lasceremo intimidire da minacce provinciali o da pressioni dei nostri alleati in giunta. A Egna Bündnis Neumarkt, con oltre il 25% dei voti, è il secondo partito più votato in consiglio comunale. La nostra attenzione ed il nostro impegno stanno in primo luogo nella tutela dei bisogni della nostra gente. Se poi ci sono ulteriori risorse che possiamo mettere a disposizione di rifugiati e migranti, ben volentieri. E per quanto riguarda l'ennesima proposta di urbanizzare il terreno “Brückenstückl”, posso assicurare che “Bündnis Neumarkt” sicuramente non si presterà a caldeggiare alcun tipo di speculazione immobiliare sulle spalle dei profughi».
Di sicuro prendere tempo ad oltranza non aiuterà a risolvere il problema. E in quest’ottica vanno lette le posizioni di sindaco e vicesindaco.
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