BOLZANO. Modificata dal Consiglio regionale, con un voto quasi unanime (49 sì su 50), la legge regionale - palesemente incostituzionale - che imponeva il vincolo dei 4 anni di residenza per potersi candidare a sindaco in Alto Adige. Il problema, sollevato dalla deputata azzurra Michaela Biancofiore, aveva messo in serio imbarazzo anche Svp e Pd, costretti a correre ai ripari dopo aver chiesto lumi ad alcuni dei più noti esperti in materia a livello nazionale.

Il testo. Il testo modifica in particolare l’articolo 6 della legge regionale in materia di elezioni comunali, che prevedeva che potessero essere eletti a sindaco di un Comune altoatesino solo coloro che erano residenti da almeno quattro anni. In apertura di seduta l’assessore regionale Svp Josef Noggler ha spiegato la ratio del disegno di legge: «Giá nel 2002 il presupposto della residenza era stato stralciato per i consiglieri comunali e adesso è rimasto solo per il sindaco. E non vogliamo correre il rischio di un annullamento delle elezioni di maggio».

La discussione. Il consigliere dei Freiheitlichen Walter Blaas si è soffermato sul testo dell’emendamento ritirato dopo aver avuto i chiarimenti del caso: «Tutti i dipendenti dei gruppi che vengono assunti con un contratto di lavoro, vengono assunti per tutta la durata della legislatura e non sottostanno a questa norma che prevede la messa in aspettativa qualora candidassero».

Andreas Pöder (Bürger Union) ha sottolineato che la procedura è corretta, perché evita eventuali ricorsi. «Tuttavia, la residenza quadriennale ha una sua logica, che mira alla tutela del gruppo etnico e su questo si dovrebbe riflettere». Pöder ha criticato, poi, Karl Zeller «per non aver rilevato all’epoca l’incostituzionalità della norma per i sindaci». Brigitte Foppa (Verdi) ha espresso il suo stupore «per i partiti di maggioranza che siedono in aula da molti anni e si sono meravigliati che vi fosse una norma incostituzionale che é frutto di un lavoro politico».

Dieter Steger ha fatto capire che la Svp non desisterà dal suo obiettivo. «Voteremo a favore di questa legge, per evitare il rischio di ricorsi. Ma il tentativo di reinserire questa norma, di per sé giusta, nello Statuto di autonomia lo ripeteremo sicuramente». Fuori dal coro Pius Leitner dei Freiheitlichen: «Sono convinto che questa legge reggerebbe davanti alla Corte Costituzionale».

Elettorato attivo. Alessandro Urzì di Alto Adige nel cuore è andato oltre nella sua analisi. «Adesso la sfida dall’elettorato passivo deve passare all’elettorato attivo: dopo aver rimosso in Consiglio regionale il vincolo dei 4 anni di residenza per potersi candidare a sindaco in Alto Adige, ora si deve rimuovere l’odioso vincolo dei 4 anni per potere votare alle elezioni amministrative. Proporrò il tema nell’ambito dei lavori della Convenzione per l’Autonomia che ad aprile arriverà in Consiglio provinciale a Bolzano».

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