BOLZANO. Gianclaudio Bressa alla Leopoldina mette il timbro sulla nuova linea del Pd. Sull’autonomia, il pensiero del sottosegretario è noto: «Mai così garantita come nel patto finanziario dello Stato e nella riforma costituzionale. La specialità sia all’altezza di se stessa. Una autonomia responsabilizzata e solidale». Poi arriva a Bolzano: «Il ruolo di capoluogo deve essere una ambizione». Passa come un rullo compressore sopra Roberto Bizzo, senza citarlo, e la sua richiesta di centrosinistra e tregua tra anime del Pd: «Discorsi stonati. Il Pd non deve fare sintesi tra anime, ma tra prospettive». Poi parte: «Non ci sono più i soliti canali politici. Il Pd ha dimostrato di essere troppo tradizionale». E arriva alle civiche: «Nascono per insufficienza dei partiti. Se a Bolzano se ne annunciano cinque o sei, qualcosa significherà». Il Pd di Bolzano, «partito territoriale», dovrà essere capace «di parlare con le civiche e dirlo anche alla Svp». Quali civiche, anche quella di Giorgio Holzmann? «Gli interlocutori sono tutti e nessuno. Sono interessato al progetto politico», dirà a margine Bressa. Guido Bocher (sindaco italiano di Dobbiaco) in sala annuisce e sorride. Lui sa... Bressa poi cita due nomi, Umberto Tait e Paolo Montagner, che hanno parlato poco prima. Nega che si tratti di investiture per il candidato sindaco, «ma no... Mi sono piaciuti molto i loro interventi». Si vedrà. Tait, direttore del comprensorio sanitario di Bolzano, è di sicuro in corsa e fa un discorso in tema: «Molte somiglianze tra la gestione della sanità pubblica e la città. Gli attuali alti livelli verranno garantiti solo indirizzando le risorse dove serve». Montagner, capo dipartimento in Provincia, analizza la sfida di rinnovamento dell’amministrazione provinciale. Orfeo Donatini sulle candidature avverte: «Non ci sono uomini buoni per tutte le stagioni». Christian Tommasini: «È andata molto bene». L’altro organizzatore Carlo Costa tira le somme: «Non esiste più il monolite politico fatto di Svp e partiti autonomisti. Bisogna cambiare e il Pd non può ignorare le istanze movimentiste». (fr.g.)