Bolzano. Aggrappati a un pugno di dati certi nella nebbia di queste comunali, le più impenetrabili della storia recente. Domani e lunedì il capoluogo andrà al voto per l’elezione del sindaco e il rinnovo di consiglio comunale e circoscrizioni. Sono in tutto 113 i Comuni con elezioni amministrative, mentre in tutti i 116 Comuni altoatesini si vota per il referendum sul taglio dei parlamentari. A Bolzano dieci candidati sindaco e diciotto liste. Un punto mette d’accordo tutti: mai cosi difficile fare previsioni. Perché il timore del contagio, nonostante le misure di sicurezza ai seggi, potrebbe aumentare il numero di bolzanini che non andranno a votare. Perché rispetto alle comunali del 2016 molte cose sono cambiate: il Pd era il primo partito in città, sostituito dalla Lega alle provinciali. Il rischio di un nuovo commissariamento è ben presente (e qualcuno ci spera).

I candidati

Rispetto al 2016, i candidati sindaco sono scesi da 13 a 10. Ma non è solo una questione di numeri. Si è proprio semplificato il panorama politico. Il sindaco Renzo Caramaschi ha con sé tutto il centrosinistra (Pd, Lista civica Caramaschi, Verdi, Italia Viva e Sinistra unita), mentre nel 2016 gli ecosociali avevano il proprio candidato sindaco Lantschner.

Novità assoluta è poi il centrodestra, che si è unito per sostenere Roberto Zanin (Lista Zanin, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia). La Svp schiera Luis Walcher. Ancora una volta Angelo Gennaccaro corre da solo con la propria lista civica. Punto di domanda sul M5S, forte nel 2016, che proverà a mantenere le posizioni e lancia Maria Teresa Fortini, unica donna candidata insieme a Cristina Barchetti dei sovranisti di Vox.

Altra novità è il Team K (con Psi-Volt-+Bolzano), al debutto nelle elezioni comunali con Thomas Brancaglion: il giurista mistilingue si rivelerà la scelta migliore per l’obiettivo dichiarato di erodere voti alla Svp? E quanto peserà lo scandalo del bonus Covid da 600 euro con protagonista Paul Köllensperger? Sarà interessante verificare se la destra, ben presidiata da Zanin, eroderà consensi a CasaPound, che conferma il candidato sindaco Maurizio Puglisi Ghizzi. Una civica (Futuro Bolzano) anche per Davide Costa. L’elenco si chiude con Meinhard Knollseisen dei «Pensionati per Bolzano».

La maggioranza in Consiglio

Al primo turno uscirà il nuovo sindaco solo se un candidato otterrà il 50% più un voto. Altrimenti si andrà al ballottaggio (4 ottobre). Ma il sindaco senza maggioranza fa rima con commissario. E qui si aprono i mille scenari su cui si stanno esercitando i candidati. Martedì si conoscerà il nuovo consiglio comunale (lunedì solo lo spoglio del referendum). «Sarà tutta una questione di numeri», ripete Dieter Steger, l’Obmann cittadino della Svp.

Centrosinistra e centrodestra difficilmente potranno contare in autonomia sui 23 consiglieri necessari per la maggioranza (su un consiglio di 45 seggi). In base ai risultati del primo turno, da martedì inizieranno le trattative per il probabile ballottaggio. Se il centrosinistra uscisse con un numero di consiglieri superiore al centrodestra o non troppo inferiore, la Svp potrebbe decidere di confermare l’alleanza, magari invitando gli elettori a votare per Caramaschi al secondo turno. Se invece il centrodestra dovesse essere nettamente davanti, lo scenario più plausibile è che la Svp resti blockfrei anche sul ballottaggio, e vinca il migliore. Non sarà neppure indifferente il risultato di Fratelli d’Italia: un successo troppo marcato potrebbe essere un problema nei rapporti con la Svp. Se la Stella alpina gioca il ruolo più forte, la civica di Gennaccaro, il M5S, il Team K, eventuali altri eletti e transfughi potranno essere più o meno preziosi.

Il rischio commissario

Con Benussi il centrodestra vinse, ma non aveva la maggioranza in consiglio (la Svp non lo appoggiò con i propri consiglieri). Come scenario opposto, si potrebbe avere un Caramaschi vittorioso al ballottaggio, con un centrodestra predominate in Consiglio. Ma di questo si parlerà da martedì.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.