BOLZANO. Il sostituto procuratore Giancarlo Bramante ha disposto l’acquisizione di una serie di dati tecnici sensibili riguardo alla slavina che sul monte Nevoso, in alta Valle Aurina, ha provocato la morte di sei escursionisti. Sulla tragedia è stata aperta un’indagine preliminare per individuare le cause del distacco dell’enorme massa di neve che potrebbe essere stato provocato dal passaggio di uno o più escursionisti assieme. Il giorno della tragedia c’erano infatti in zona più comitive. Proprio il passaggio di una di queste potrebbe aver provocato involontariamente la sciagura. Il fascicolo aperto dalla magistratura è per il momento senza indagati ma il magistrato attende due relazioni tecniche, una del soccorso alpino e l’altra della Guardia di Finanza con l’indicazione di alcuni dati tecnici oggettivi riguardo alla situazione nivometrica (altezza e consistenza del manto nevoso), la temperatura al momento della disgrazia e la forza del vento. Nel frattempo si sono conclusi anche gli interrogatori delle persone presenti in zona e sentite come persone informate sui fatti. Solo successivamente al deposito delle due relazioni, il sostituto procuratore Bramante deciderà se affidare ad un super esperto una consulenza ufficiale sulla cause dalla sciagura che potrebbe fare da base all’avvio di un possibile procedimento penale per presunte responsabilità colpose di terzi. Si tratta comunque di valutazioni molto difficili e confutabili. Il magistrato però ha voluto cautelarsi per non lasciare nulla di intentato nell’individuazione di possibili responsabilità. Posto che non è stato possibile decidere a priori (poche ore dopo i fatti) se disporre una consulenza tecnica specializzata (con costi per la collettività), il pubblico ministero ha però ritenuto necessario “congelare” alcuni dati tecnici decisivi per una valutazione.
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