BOLZANO. Polizia municipale mobilitata, con una serie di controlli ad hoc, per capire se i tre esercizi con le slot machine tra via Buozzi, via Di Vittorio e via Galvani, a poche centinaia di metri dalla sede della Siipac, dove vengono curati i giocatori alle prese con problemi di dipendenze, hanno diritto a mantenere le rispettive licenze. I tre locali - la sala giochi con l'insegna gigante Jackpot, con 35 “macchinette”, e i due bar-tabacchini - a quanto pare sono ubicati all'interno della cosiddetta zona sensibile, ovvero entro i 300 metri indicati dalla legge provinciale. Nel caso della sala giochi, l'ultima ad essersi insediata in Zona, dai primi accertamenti effettuati dai vigili urbani emerge che la licenza è stata richiesta alla Provincia nel 2011, ma il permesso di aprire all'epoca fu negato. L'azienda però ha fatto ricorso al Tar che gli ha dato ragione obbligando la Provincia stessa a concedere la licenza nel 2013. Resta da capire se lo spostamento della Siipac, che si è trasferita da via Siemens a via Di Vittorio, possa in qualche modo consentire l'avvio di un procedimento (che in ogni caso non sarebbe breve) per arrivare alla revoca. Il solo fatto di consentire la presenza di 35 macchinette a poche centinaia di metri da un luogo di cura per giocatori patologici grida infatti vendetta. Resta solo da capire se ci sono o meno margini di manovra per intervenire. La polizia municipale sta facendo parallelamente una serie di verifiche che interessano il bar Zona e il bar Galvani. In questo caso le licenze sono state concesse dai Monopoli di Stato. I vigili urbani stanno cercando di capire, carte alla mano, se le macchinette si trovino nell'area urbanisticamente destinata ai tabacchi o nella zona bar. Nel primo caso la presenza delle slot sarebbe regolare, nel secondo no. «Ci stiamo interessando alla vicenda - assicura il comandante dei vigili Sergio Ronchetti - e per ora posso solo dire che abbiamo iniziato una serie di verifiche dalle quali già nei prossimi giorni potremo trarre indicazioni precise».

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