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BOLZANO. «Il centro di Neuroriabilitazione aperto da pochi mesi all’ospedale di Vipiteno funziona molto bene. Abbiamo i letti pieni e molti pazienti che chiedono di essere ricoverati da noi. Ma io sono stato chiamato soprattutto per fare ricerca ... se non sarà così non vedo quale possa essere il mio ruolo». Il professor Leopold - arrivato dalla riabilitazione neurologica nell'ospedale di Hochzirl dell'azienda sanitaria Tilak del Land Tirol - che a Vipiteno svolge un duplice ruolo di consulente nella gestione clinica del reparto - guidato dalla primario Gertraud Gisser - e di direttore scientifico del Centro di ricerca, pone un interrogativo per nulla trascurabile e minaccia di lasciare. La Neuroriabilitazione mira ad essere riconosciuta come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), specializzato nella riabilitazione neuromotoria, e la ricerca - appunto - è quella che era stata promessa a Saltuari e sulla quale il professore punta.
Abbiamo chiesto al direttore generale dell’Asl unica, Andreas Fabi, quale risposta si può dare. «La sanità sta passando un momento difficile. Siamo chiamati tutti a scelte responsabili e l’assessore alla sanità Martha Stocker dovrà dare risposte difficili, anche impopolari. L’11 settembre i gruppi di lavoro che si sono riuniti dopo la clausura di Pianizza, e che stanno disegnando la sanità del futuro, presenteranno il loro lavoro. Poi sarà la politica a dover prendere delle decisioni. Si dovrà scegliere cosa fare della ricerca in generale in tutto l’Alto Adige, se andare avanti o se ridimensionarla. Il problema non è solo quello di Saltuari. In queste settimane ci stiamo ponendo tutti domande importanti. Che fare per esempio con i parti negli ospedali che ne hanno meno di 500 l’anno? Nel resto d’Italia i ridimensionamenti ci sono stati. Vedremo cosa succederà da noi. Credo che le domande che si pone Saltuari siano più che legittime ma al momento non saprei come rispondere ai suoi dubbi. Posso solo ripetere che sì, la sanità deve tagliare». Ricordiamo - infatti - che se è vero che la Neuroriabilitazione funziona - come fa sapere il professore - è altrettanto vero che gli investimenti messi in atto per farla partire sono stati importanti. Accanto ai quasi cinque milioni di euro spesi per la sua concreta realizzazione (2.652.000 euro per la costruzione della nuova palazzina e 1.982.000 euro per gli equipaggiamenti) ogni anno sono da pagare tutti gli oneri per la sua gestione. Ed i valori sono così destinati a schizzare verso l'alto considerato il doppio binario dell'attività clinica vera e propria (con i pazienti all'interno del reparto) e di quella per la struttura destinata alla ricerca che punta al riconoscimento quale Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs).


