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BOLZANO. L'Associazione Chernobyl Alto Adige Südtirol chiude oggi l'ennesimo periodo di accoglienza per un centinaio di bambini bielorussi – area geografica direttamente interessata dalla nube radioattiva sprigionatasi il 25 aprile del 1986 dal rogo della centrale nucleare russa di Chernobyl - e si accinge ad un rilancio in grande stile con una sponsorizzazione etica della squadra dell'Alto Adige Volley che milita in B1. La presidente dell'associazione, attiva in particolar modo a Bolzano, Laives e sul Renon, è Sara Endrizzi.
Presidente, una scelta quella di mettere il vostro simbolo sulle maglietta di una squadra di pallavolo che ha un particolare valore, se pensiamo soprattutto che non è mancato nel mondo dello sport bolzanino anche chi non ha esitato a farsi sponsorizzare dal gioco d'azzardo.
«Devo dire che con Bruno Mosca la sintonia fra i nostri obiettivi e quelli della sua squadra di pallavolo è stata immediata e così il prossimo 13 settembre presenteremo ufficialmente la sponsorizzazione etica della società sportiva che porterà in campo, cucito sulle maglietta dei giocatori, il nostro simbolo. Credo sia un messaggio molto positivo per tutti perchè la solidarietà e l'accoglienza fanno davvero bene».
Proprio oggi chiudete il vostro ennesimo progetto di accoglienza che ha visto impegnate un centinaio di famiglie che hanno ospitato bimbi e bimbe bielorussi.
«Sì oggi al termine del mese canonico di ospitalità i nostri bambini tornano a casa sicuramente rinfrancati nel fisico e con alle spalle anche un'esperienza di vita che ritengo li avrà sicuramente arricchiti. In proposito devo ringraziare tutte le famiglie che così generosamente hanno accolto il nostro invito spesso anche con qualche timore legato soprattutto all'uso della lingua. Tuttavia posso dire che tutti hanno portato a termine una splendida esperienza».
Voi accogliete bambini in tenera età, ma non sono rari poi i casi di rapporti che si consolidano nel tempo.
«E' vero, ci sono diversi casi che vedono bambini e famiglie stringere delle relazioni d'amicizia che vanno al di là dell'azione istituzionale della nostra associazione. E' un segnale bellissimo perchè vuol dire che quel pur breve periodo di ospitalità è riuscito a trasformarsi in qualcosa di più profondo. Noi siamo attivi da anni con le nostre Sezioni oltre che a Bolzano anche in Alta Pusteria, Appiano, Bressanone, Caldaro, Laives, Collalbo/Renon, Lana. E l'appello che possiamo e vogliamo lanciare è rivolto a tutte le famiglie affichè si avvicinino senza timore a questa esperienza perchè, come diciamo sempre con il nostro slogan, ”l'accoglienza fa bene” a chi ne beneficia ma anche a quanti la rendono generosamente possibile».
Come si fa a mettersi in contatto con voi?
«La nostra mail è info@caasu.it, poi siamo sempre raggiungibili al 339 5005480. Contiamo su sempre nuove adesioni». (s.t.)


