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MERANO. La Solland Silicon srl di Sinigo vale 29,6 milioni di euro. Questo è il prezzo fissato dai curatori fallimentari Luca Mandrioli e Bruno Mellarini per l'asta di vendita pubblica che andrà in scena il prossimo 18 aprile al tribunale di Bolzano.
Si tratta, come sin dall'inizio dell’apertura fallimentare era stato annunciato, di una proposta di cessione in lotto unico, ovvero un pacchetto complessivo del quale fanno parte 7,08 milioni di euro in immobili (questo il valore della stima predisposta dalla Vtu Engineering Italia di Milano nella persona dell'ingegner Giuseppe Barretta), magazzini macchinari, brevetti, ma anche i 108 dipendenti (32 impiegati, 5 quadri e 71 operai) che al momento del fallimento risultavano assunti per lavorare nella fabbrica di Sinigo.
I tempi con i quali si è arrivati alla pubblicazione del bando di gara per la vendita pubblica sono stati relativamente veloci, soprattutto se si considera la complessità di un’azienda del tipo Solland Silicon, il cui valore rimane integro proprio se chi andrà ad acquisire la fabbrica potrà continuare nelle tipologie di produzioni eseguite fino allo scorso anno.
Entro la fine di aprile si saprà se esistono delle imprese anche internazionali interessate all'acquisizione della Solland Silicon e se ci sarà un futuro per la fabbrica, che oggi pare addormentata e viene tenuta in sicurezza dal personale incaricato appositamente dalla giunta provinciale. La cessione dello stabilimento di Sinigo verrà fatta dal tribunale a chi presenterà la miglior offerta economica partendo dai 29,6 milioni, prezzo messo a base d'asta. Qualora vengano presentate più offerte ritenute valide, sarà indetta una gara tra tutti gli offerenti partendo da quella con il prezzo più alto.
Al bando di gara, sempre che il prezzo sia ritenuto congruo dagli investitori interessati alla produzione di silicio per l'elettronica e il fotovoltaico in Alto Adige, guardano con estrema attenzione non solo i creditori, ma soprattutto il centinaio di dipendenti rimasti senza un lavoro e le organizzazioni sindacali che li rappresentano. La dichiarazione di fallimento della Solland Silicon avvenuta lo scorso novembre aveva creato notevole preoccupazione, anche se in molti avevano dichiarato che questa sarebbe potuta essere l'unica via per arrivare a una ripartenza della fabbrica chimica di Sinigo. Il suo destino, altrimenti, era destinato alla definitiva chiusura con costi sociali e ambientali ancora difficilmente stimabili, che finirebbero col pesare sulla Provincia e quindi sui cittadini. Di recente i curatori fallimentari, dopo parecchio tempo, sono riusciti ad avere un quadro definitivo della situazione dei dipendenti e hanno presentato richiesta all'Inps per il pagamento della cassa integrazione non ancora versata.


