MERANO. Maurizio Albrigo, il sindacalista della Femca Cisl, si è stancato. Visto che Massimo Pugliese non ha rispettato gli impegni che aveva preso di pagare entro il 31 dicembre tutti gli arretrati, tredicesima compresa, agli operai della Solland Silicon di Sinigo, lunedì prossimo ha deciso di presentarsi dal proprio avvocato per affidargli l'incarico di un'azione penale per appropriazione indebita nei confronti dello stesso Pugliese.

«Spero di avere l'appoggio degli altri colleghi sindacalisti - dice Albrigo - ma la situazione non è più tollerabile. In fabbrica cresce la tensione perché i soldi non arrivano. Una serie di comunicati della direzione aziendale, diffusi nelle ultime ore, fanno intendere che i versamenti non verranno fatti prima del 5 gennaio. Gli operai, con i quali avremo un incontro nei prossimi giorni, non ne possono più. È probabile un’azione di concerto con la fabbrica di Avellino dello stesso Pugliese, dove la situazione è simile a quella di Sinigo».

Un anno di promesse non mantenute. Ed ora siamo al punto che la fabbrica Solland Silicon di Sinigo rischia di chiudere, con i 140 dipendenti che protestano in attesa di ricevere parte degli stipendi.

La vicenda ha preso il via nel dicembre 2014, quando l'imprenditore irpino Massimo Pugliese ha acquistato dalla SunEdison il reparto di policristallo chiuso da tre anni. Pugliese parte bene: promette il reintegro parziale di tutti i 160 operai, parla di un piano industriale che produrrà uno sviluppo notevole a Sinigo con un possibile aumento della pianta organica. Prima di giugno iniziano i problemi: la fabbrica (sembra per un guasto a un impianto) non riprende come previsto la produzione. Ma Pugliese promette che tutto si risolverà. I guai però continuano: l'imprenditore prima vede sfaldarsi la filiera, poi inizia a non pagare né i dipendenti di Sinigo né i creditori. Inizia una serie di incontri al ministero per lo sviluppo economico, mentre l'ufficiale giudiziario, su incarico del giudice che ha accolto il ricorso di alcuni creditori (vantano dei soldi da Pugliese quantificabili in circa 1 milione di euro), inizia ad apporre i sigilli a diverse apparecchiature della fabbrica di Sinigo.

Ai lavoratori arriva parte di quanto loro spetta dopo che per una notte occupano la fabbrica. Dopo un mese di sciopero, tornano al lavoro per garantire il prodotto che serve alla SunEdison che paga il dovuto. Senza che agli operai venga garantito ciò che era stato concordato e firmato da Pugliese.

La situazione attuale è drammaticamente immutata. Pugliese ha dichiarato di aver venduto la fabbrica che aveva in Olanda e che destinerà 5 milioni di euro alla Solland Silicon di Sinigo il 15 gennaio prossimo. Nessuno però gli crede.