BOLZANO. Preghiera sospesa da ieri sera al nuovo centro islamico di via Volta. E il Comune manda i controlli. Si chiude così, almeno provvisoriamente, una vicenda che ha visto in pochi giorni una escalation amministrativa e polemica. Il nostro giornale aveva segnalato domenica l’inizio della preghiera del Ramadan nel capannone acquistato e ristrutturato dalla associazione Famiglie magrebine in via Volta 1/G. Oltre cento persone erano state viste entrare ogni sera dal 5 giugno nel centro islamico e pregare. Dalle finestre aperte si poteva udire nettamente la melodia delle preghiere. «Non stiamo ancora pregando e la struttura non è inaugurata ufficialmente», avevano però replicato i responsabili dell’associazione. Perché negare l’evidenza? La ragione sta probabilmente nell’assenza di autorizzazioni all’uso della struttura da parte di centinaia di persone. Sulla pagina del settore Urbanistica del Comune l’ultima traccia dell’immobile è recentissima. Il 27 maggio è stata depositata una denuncia di inizio attività per «cambio di utilizzo di deposito e modifiche varie». Il 13 agosto del 2015 l’associazione aveva depositato una prima denuncia di inizio attività per «manutenzione straordinaria», che aveva ottenuto il nulla osta urbanistico. La pratica del 27 maggio risulta invece sotto esame, ma all’inizio del Ramadan la struttura è stata aperta. Così tante persone non potevano passare inosservate e il caso è scoppiato. Il Comune ha inviato martedì pomeriggio una squadra del controllo costruzioni, accompagnati dai vigili. Poche persone all’interno, perché la cena di rottura del digiuno e la preghiera iniziano dopo il tramonto. Sempre martedì sera davanti alla sede si sono presentate le telecamere di Rete4, accompagnate da un gruppo di residenti e militanti leghisti, tra cui il consigliere Marco Galateo. Alla giornalista televisiva non è stato permesso l’ingresso nella sala. In compenso, per scaldare gli animi, un fedele, intervistato con il volto oscurato, ha dichiarato «un giorno tutti saranno musulmani». Un video amatoriale, mandato in onda, ha contato lunedì 303 persone in entrata. «Tolte le probabili persone entrate, uscite e rientrate, sono decisamente molti», commenta Galateo. Troppo clamore e troppi problemi burocratici. Ieri pomeriggio Hassan Ougoud, vice presidente dell’associazione, ha fatto sapere con irritazione che l’attività è stata interrotta: «Non vogliamo tutti questi problemi. La nostra comunità è molto amareggiata. Volevamo solo trascorrere con serenità questo mese importante». L’immobile sarebbe costato oltre 200 mila euro. Sulla provenienza, l’associazione precisa che «tutta la nostra attività è interamente tracciata. È nostro interesse avere un buon rapporto con la cittadinanza». Oltre che con il Comune, la comunità islamica è in contatto con le forze dell’ordine, che ne monitorano l’attività.

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