BOLZANO. Cataste di biciclette rubate, materassi, mobili, maglioni, siringhe. Si trova di tutto lungo la strada del Calvario, che conduce al Virgolo. Un gioiellino che si è trasformato in un immondezzaio. E poi le buche. Chiedere ai residenti: ogni due metri si imbattono in piccole voragini scavate nel terreno. Difficile percorrerla in auto, quasi impossibile in moto. Ma non è tutto: l'area ormai è diventata anche un rifugio per clochard, immigrati senza casa e profughi di passaggio sgomberati da viale Trento. Un'umanità nascosta che vive in condizioni estreme.

Si fa presto dagli argini dell'Isarco alla chiesa del Santo Sepolcro. «Qui c'è di tutto: sacchetti dell'immondizia sparsi ovunque, birre vuote e pacchetti di sigarette gettati nel verde» fanno sapere gli abitanti e i bolzanini affezionati alla passeggiata.

Partendo dal basso, nei pressi delle prime stazioni della via crucis, dominano i rifiuti. «In quel punto - racconta una residente - si ritrova regolarmente un gruppo di quattro o sei persone che bevono e fumano. Non solo, c'è anche un evidente problema di spaccio: nelle cappelle situate un po' più in alto, nello spazio tra il vetro e il cancello di protezione, li ho beccati già due volte a nascondere qualcosa con fare molto sospetto. Persino l'area del cantiere del tunnel ferroviario è ormai fuori controllo, e questo accade anche in pieno giorno».

Nella parte più alta, in corrispondenza della seconda uscita della passeggiata, lo scenario addirittura peggiora. Qualcuno è salito fin lassù, presumibilmente con un furgone, e ha abbandonato abusivamente un vecchio armadio, lasciando cumuli di immondizia tutto intorno. I luoghi di culto sono diventati spesso e volentieri ritrovi per alcolizzati. Tanto che l'anno scorso, a Carnevale, un 16enne rischiò di lasciarci le penne. Venne intubato e salvato per miracolo dai medici dell'ospedale.

Inascoltati, da oltre un anno, gli appelli di chi lì ci abita veramente. Mail su mail inviate all'Ufficio strade del Comune quantomeno per mettere a posto la carreggiata. «Il rischio maggiore non è tanto per le auto, che comunque rischiano seri danni, quanto per chi si sposta in motorino o in bicicletta. La strada è talmente stretta che le buche sono letteralmente inevitabili, soprattutto considerando che ci passano continuamente anziani, famiglie con bambini e persone a spasso con i cani».

Insomma, lassù è un disastro. Giù, in via Piè di Virgolo, nei pressi dell'ex distributore di benzina, dove ora c'è il cantiere di Rfi, è diventata la terra di nessuno. L'anno scorso, esattamente a inizio luglio, avevamo raccontato di un incendio vicino alle rotaie per lo scoppio di una bombola a gas. La situazione, dicono i residenti, è rimasta pressoché la stessa. Con l'aggiunta degli scavi rumorosi, anche in piena notte.

Presto nel nuovo tunnel del Virgolo si smetterà di usare i martelli da cantiere rompi-timpani per transitare verso lavori sotterranei decisamente più silenziosi.