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BOLZANO. I cosiddetti spacciatori al minuto prendono atto e ringraziano: per i giudici sarà sempre più difficile metterli in carcere a titolo cautelare, soprattutto per pericolo di reiterazione del reato. E’ la conseguenza di una doppia combinazione scattata nelle ultime settimane dapprima con il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla necessaria distinzione tra droga leggera e droga pesante, e poi con alcune variazioni legislative inoltrate dal governo nell’ambito del piano “svuotacarceri” necessario per non incorrere nelle ire dell’Unione europea a seguito del sovraffollamento delle galere italiane.
La situazione è stata analizzata in un vertice della magistratura regionale a cui hanno partecipato i magistrati di Bolzano, Trento e Rovereto. «Il problema principale su cui dovrà essere trovata un’intesa interpretativa -spiega il giudice Carlo Busato, presidente della sezione penale del tribunale di Bolzano - è il concetto di “fatto lieve” che di fatto introduce una discrezionalità elevata in mano al giudice».
La situazione rischia di provocare un vero e proprio allarme sociale perchè , come già accennato, sarà praticamente impossibile imporre la custodia cautelare in carcere ai piccoli spacciatori. Di conseguenza anche l’arresto in flagranza è facoltativo e non più obbligatorio.
Di fatto i piccoli spacciatori saranno semplicemente denunciati a piede libero.
Il “fatto lieve” (che accomuna droghe leggere e pesanti) ha un range di pena che va da sei mesi a quattro anni di reclusione. La custodia cautelare è ora ammessa solo per reati con pena massima di almeno 5 anni.
Per il “fatto lieve” cocaina ed eroina sono trattati sotto il profilo penale alla stessa stregua di marjuana e hascisc.
Per fatti non lievi la legge torna ad una distinzione tra droghe leggere e pesanti e per cocaina ed eroina lo spaccio prevede pene da un minimo di otto sino ad un massimo di 20 anni. «Proprio per questo è molto importante definire cosa possa essere considerato fatto lieve» puntualizza ancora il giudice Carlo Busato.
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