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BOLZANO. «Questi vogliono fare del museo Civico l'atrio della casa di Ötzi. Sono arrabbiata. No, di più: sono indignata». Con «questi» viene identificata la Provincia. Christian Tommasini e Arno Kompatscher, in particolare, che si sono detti pronti a pagare al Comune 20 milioni di euro per prendersi il Civico. L'indignata è invece Silvia Spada. Anima e guida del museo. Che ha un diavolo per capello. E infatti aggiunge: «È l'autonomia culturale, storica e urbana di Bolzano che sarà messa sotto lo zerbino della mummia».
Perché la città non è la sua provincia. Ha una sua identità e se non c'è più chi la sa raccontare diventiamo anonimi. Senza una voce. E schiavi del turismo»: ecco la prima reazione.
All'offerta di Palazzo Widmann fatta piovere l'altro giorno sul tavolo di Penta. Che è giustificata, nella sostanza, dallo scenario di prospettiva in cui è calata: la cornice del polo museale, dentro quella "via dei musei" che da Ötzi, al Civico fino a giungere al Museion, connetterebbe le tre strutture culturali all'interno di una comune regia provinciale. Ma è la forma di questo progetto a far reagire , ad esempio, anche Sandro Repetto che è stato assessore alla cultura sul campo nel primo governo Spagnolli e "in pectore " nel ter. E che ha il Civico nel cuore : «Ho il sospetto - spiega Repetto - che la Provincia pensi sempre e solo alla mummia e che il museo le serva come un passaggio per togliersi di torno i possibili condizionamenti municipali nella prospettiva di un suo ridimensionamento. È come merce di scambio visto il progetto abortito sulle Aufschnaiter».
Ma è Silvia Spada, ora a riposo dopo aver diretto per decenni il Civico lasciando così scoperta la poltrona di via Cassa di Risparmio, a reagire con estrema durezza.
Perché vede una trappola nell'offerta provinciale, Spada?
«Ötzi è una struttura mangiatutto. E mi stupisce che nessuno abbia colto la gravità dell’iniziativa. Ma no, visti i tempi non mi stupisco».
Quali tempi?
«Questi. I tempi del commissario. Tutti sembrano permettersi di tutto. Bolzano non è la Provincia. Capisco che la Volkspartei, per dirne una, voglia raccontare la sua di storia. Ma la città è il prodotto della convivenza di italiani e tedeschi, ha una sua identità assolutamente unica. E che ha bisogno di essere raccontata. Un museo civico ha questa funzione: custodire il senso di questa identità, esserne l'archivio , il luogo dove si racconta una storia che non è quella provinciale».
Ma Trento ad esempio ...
«La fermo subito. Trento, appunto, non ha un Civico ma ha bellissimi musei di altro tipo. E infatti non possiede la bibliografia dedicata alla città che, invece, ha Bolzano. Il Civico ha una vocazione soprattutto in una realtà complessa e non univoca come la nostra: è il posto dove si assembla la conoscenza urbana e sociale, si capisce da dove si attiva. È un luogo etico».
Ma la Provincia vuole mettere in rete i musei..
«Ma allora che ci aiuti a mettere in rete i nostri! Bolzano ha quello della Vittoria, quello della scuola, le Semirurali. Una magnifica rete cittadina. E invece che fa? Non stanzia neppure quei pochi milioni che basterebbero per far funzionare meglio il Civico così com'è ».
Il Civico e' un deficit, dicono.
«Ma un museo non deve fare utili, deve essere utile ai cittadini».
Ma la Provincia mette sul piatto 20 milioni. Pochi ?
«Il problema non è quanti ma perché. Vuole scipparlo al Comune e dunque alla città. Vuole avere il controllo. E li capisco ».
Capisce cosa?
«Che è un grande vantaggio anche politico vigilare sul modo con cui si racconta la storia, renderla omogenea in tutti i luoghi in cui essa viene spiegata. Ma io vado oltre..».
E dove?
«Voglio dire che questo è un attacco all'autonomia non solo municipale ma all'autonomia della città. La Provincia la pretende da tutti ma non la concede a nessuno. È onnivora e poi ha una logica che persegue ovunque».
Il controllo amministrativo?
«Quello è il meno. Il controllo politico sulle possibili diversità e poi il voler ridurre tutto a logica commerciale ».
Ma Ötzi è anche un prodotto che fa utili...
«Bene. Ma l'utile non deve essere necessariamente il fine della cultura. A ognuno il suo ruolo. La mummia attira i turisti ma il Civico deve servire ai cittadini . È come se io decidessi di concorrere a miss Italia. C'è chi può farlo meglio di me».
No all'offerta dunque ?
«Non un no al finanziamento ma all'acquisto. Perché l'obiettivo anche poco mascherato è prendere il Civico e farne l'ingresso per il museo di Ötzi. Un portale più comodo visto che dall'altra parte la gente è costretta a mettersi in fila».
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